Pavia-Genoa è più pericolosa del derby Roma-Lazio

Luca Russo

Pavia-Genoa catalogata come Roma-Lazio, rischio 3, grave pericolo di disordini. E' per questo che domani i cancelli del Fortunati rimarranno chiusi: la partita non si giocherà. E così nella storia del Genoa si potrà raccontare anche di questa incredibile vicenda. Di una partita rinviata non si sa quando e non si sa dove perché prefetto, questore e società di calcio di una città non sono stati in grado di mettersi d'accordo preventivamente per ospitare una tifoseria che con i suoi numeri avrebbe fatto comodo alle casse dello stadio e dei ristoranti della città pavese e dintorni. Pavia-Genoa almeno per ora non si giocherà allo stadio Fortunati e questa volta il vecchio Grifo è stato semplice spettatore. L'ultima parola è arrivata nella tarda mattinata di ieri dal Tar della Lombardia che, sollecitato ad esprimersi sul merito del verdetto che autorizzava la disputa del match dopo aver dato ragione al Pavia, ha ribaltato tutto dichiarando che non sussistono, come affermato dalla prefettura, le condizioni all'interno ed all'esterno dello Stadio per garantire la sicurezza. Il verdetto è stato motivato anche con il fatto che non c'è a disposizione un adeguato numero di forze di polizia, in quanto impegnate in questi giorni nelle Olimpiadi. Il tutto rafforzato da un incredibile valutazione dell'Osservatorio Nazionale sul Calcio che ha definito la partita tra i lombardi e i rossoblù ad alto rischio. «Sono sconcertato - ha dichiarato il presidente della Lega di Serie C Mario Macalli - sottoporrò l'argomento ad un consiglio straordinario della Lega che convocherò per i prossimi giorni e non escludo la possibilità di bloccare i campionati di C1 e C2 in segno di protesta». In città a Genova la notizia è stata accolta con sconcerto. L'Associazione Club Genoani non è voluta intervenire direttamente sulla vicenda, ma ha invece emesso un duro comunicato in seguito ad alcune dichiarazioni di Macalli. «Per la tifoseria questa è una passione, un amore che si paga di tasca propria, non un lavoro come per chi sta coordinando la serie C e rimaniamo stupiti nel leggere definizioni quali "bulli"» si legge tra l'altro nella nota che si conclude con l'interrogativo di come sia stato possibile creare un calendario di C con cinque partite concomitanti tra Genoa e Samp. La replica di Macalli anche sull'argomento non si è fatta attendere. «La parola bulli l'ho usata per definire l'atteggiamento di chi pretende di andare contro le regole. - ha affermato Macalli - Se le norme prevedono che alla tifoseria ospite vadano il 10% dei posti di un impianto sportivo non si possono fare richieste spropositate» riferendosi al fatto che la tifoseria rossoblu aveva chiesto 2.500 tagliandi in uno stadio da 5.000 posti a sedere. Sulla vicenda il presidente del Genoa Enrico Preziosi ha manifestato la propria solidarietà al collega del Pavia manifestando la volontà di voler giocare il recupero proprio nella città pavese.
Intanto ieri è arrivata una multa di 750 euro per i tifosi che durante il Viareggio hanno lanciato in campo petardi, sassi e anche una scala. Ma, per fortuna, nessuno è stato colpito. Protagonisti dei disordini, che hanno costretto l'arbitro a sospendere la partita per alcuni minuti, alcuni tifosi del Genoa durante la sfida dei grifoncini di Torrente a Sestri Levante.