Pavia, il procuratore: "Tantissime tracce Ma Chiara non aveva amanti nascosti"

Gli inquirenti iniziano a capire la dinamica dell'omicidio. Ancora rilievi nella villetta dei Poggi alla ricerca di indizi contro l'assassino della ragazza

Vigevano - Nel corso delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, gli investigatori hanno rinvenuto "tantissime tracce". A sostenerlo è il procuratore di Vigevano, Alfonso Lauro, dopo il vertice questa mattina tra inquirenti e Ris. "Ora - ha spiegato il magistrato - quello che importa è arrivare alle conclusioni". "Abbiamo iniziato a chiarirci le idee su dove è cominciata l’aggressione. È un pochino più chiaro il contesto esatto dell’ambiente in cui si è svolto il fatto". Ha aggiunto Alfonso Lauro: "Se riusciremo a ricostruire la dinamica dell’aggressione, faremo un gran passo avanti" perché, ha rilevato il magistrato, "se è stata aggredita sulla porta potrebbe essere stato un estraneo, se dentro una persona che conosceva". Resta quindi ancora da definire l'ambito in cui investigare, se "familiare o altrove". Lauro ha poi dichiarato anche: "Trovo sconfortante e offensivo leggere su un giornale che siamo in altomare" con le indagini, aggiungendo che si prosegue a indagare "a 360 gradi".

Nessun amante nascosto "Allo stato non sono emerse anomalie nella vita della vittima. Non ci sono amanti segreti, relazioni nascoste. Allo stato queste cose non sono uscite fuori". Lo ha dichiarato il procuratore della Repubblica Alfonso Lauro alla conferenza stampa convocata alla Procura di Vigevano dopo il vertice degli inquirenti sull’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco lo scorso 13 agosto. Sulla ricostruzione della dinamica dell’omicidio il procuratore non ha voluto dire nulla. Ha affermato soltanto che dopo l’incontro di oggi, nel corso del quale gli esperti del Ris hanno portato i primi risultati delle tracce riscontrate nella villa, "è più chiaro il contesto". Ovvero, in quale stanza è avvenuta l’aggressione. Infatti «prima non era chiaro dove fosse cominciata l’aggressione e dove fosse finita», ha spiegato Lauro. Invece "se noi riusciamo a ricostruire esattamente la dinamica del delitto - ha concluso il magistrato - facciamo un gran passo avanti".

Concluso il vertice in procura Si è concluso il vertice sul delitto di Chiara Poggi, tra gli ufficiali del Ris di Parma, il pm Rosa Muscio, il procuratore della Repubblica, Alfonso Lauro, il medico legale Marco Ballardini e i carabinieri di Garlasco, Vigevano e Pavia, tenutosi alla Procura della Repubblica di Vigevano. Alle 13.30, lasciando il palazzo di Piazza Lavezzari, il colonnello Maurizio Bellitto del comando provinciale dei carabinieri di Pavia, è stato l’unico che ha rilasciato una breve dichiarazione in cui ha spiegato "che i carabinieri stanno impiegando le migliori risorse per cercare di risolvere il caso, a cui continuiamo a lavorare con il Ris di Parma". L’ufficiale, alla domanda se si fosse vicini ad una soluzioneo, ha risposto laconicamente: "C’è da lavorare, c’è da lavorare".

Riunione tecnica A quanto sembra, quella di oggi, sarebbe stata una riunione più che altro tecnica, nella quale gli esperti della Scientifica dell’Arma avrebbero presentato agli inquirenti una loro ricostruzione della dinamica dell’omicidio avvenuto il 13 agosto a Garlasco, secondo i dati e gli elementi raccolti sulla scena del delitto. Sarebbero state inoltre vagliate alcune questioni procedurali riguardanti l’uso dei materiali repertati. Negli uffici della Procura di Vigevano rimangono ancora il pm Rosa Muscio e il procuratore della Repubblica, Alfonso Lauro. Nel frattempo questa mattina c’è stato l’ennesimo sopralluogo di altri esperti del Ris nella villetta di famiglia di via Pascoli a Garlasco, dove è stata uccisa Chiara Poggi. Alcuni militari hanno ispezionato e compiuto alcuni rilievi concentrandosi in particolare sul garage di casa Poggi.