Pax con gli ebrei: «La Shoah è il simbolo della crudeltà»

«L’odio di un’ideologia accecata» ha consegnato milioni di persone alla morte. Nel bilancio dell’anno che si conclude, Benedetto XVI ha voluto ricordare la visita da lui compiuta lo scorso maggio in Israele rievocando in particolare l’omaggio al memoriale della Shoah.
«La visita a Yad Vashem - ha detto il Pontefice incontrando la Curia romana per lo scambio di auguri natalizi - ha significato un incontro sconvolgente con la crudeltà della colpa umana, con l’odio di un’ideologia accecata che, senza alcuna giustificazione, ha consegnato milioni di persone umane alla morte e che con ciò, in ultima analisi, ha voluto cacciare dal mondo anche Dio, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe e il Dio di Gesù Cristo». Benedetto XVI, che ha confermato la profonda emozione e lo sconvolgimento provato durante la visita al memoriale della Shoah, ha concluso: «Così questo è in primo luogo un monumento commemorativo contro l’odio, un richiamo accorato alla purificazione e al perdono, all’amore».
Parole particolarmente significative nei giorni in cui si rincorrono le dichiarazioni, talvolta polemiche, contro Papa Ratzinger per la sua decisione di promulgare il decreto che spiana la strada alla beatificazione di Pio XII. Pur trattandosi di una decisione non certo gradita alla comunità ebraica, non è stata messa in discussione la visita di Ratzinger alla Sinagoga di Roma, prevista per il 17 gennaio. Autorevoli fonti vaticane confermano al Giornale che non esistono variazioni di programma e che il desiderio del Pontefice di recarsi in Sinagoga «è molto intenso». Anche ambienti della Comunità ebraica rassicurano che i preparativi continuano, anche se è innegabile il malcontento per la decisione papale e soprattutto per il fatto che questa è stata presentata da qualcuno come una rivalsa e uno schiaffo al mondo ebraico. Ieri i responsabili della Comunità romana hanno evitato dichiarazioni, e in queste ore sono in corso contatti e colloqui per far sì che la visita di Ratzinger possa svolgersi nel migliore dei modi, segnando la storia delle relazioni ebraico-cristiane come avvenne per quella compiuta nel 1986 da Giovanni Paolo II.
Arriva infine in libreria questi giorni il libro di Luciano Garibaldi intitolato O la croce o la svastica, dedicato alla storia dei rapporti tra la Chiesa e il nazismo (edizioni Lindau, pp. 205). Garibaldi rievoca l’ostilità dei nazisti nei confronti di Pio XII, ricordando che Reinhard Heydrich, il promotore dell’orrenda «soluzione finale» contro gli ebrei in un rapporto segreto aveva definito Papa Pacelli «schierato a favore degli ebrei, nemico mortale della Germania e complice delle potenze occidentali».