Paziente si porta la pistola in corsia

Il valore aggiunto di una tesi così è quella di averla potuta scrivere praticamente sul campo. Come si dice in gergo giornalistico. E quindi di averla vista, sentita, respirata sulla propria pelle forse ancora prima di metterla in pagina nero su bianco. «Genova 2011. Il G8 dieci anni dopo attraverso la carta stampata». Matteo Agnoletto, collaboratore del Giornale, buona parte di questo libro rosso l’ha stampato anche sulle pagine del quotidiano genovese con i suoi articoli che hanno raccontato il G8 dieci anni dopo quel summit destinato a rimanere impresso nella memoria collettiva come un ricordo di paura e violenza. La preparazione dei black bloc, la preparazione della città, i timori e le tensioni in vista di un evento che avrebbe riportato Genova indietro nel tempo. Con un brivido di terrore lungo la schiena.
Dunque la tesi. Agnoletto parte da lontano, ricostruisce la storia del vertice, i primi incontri tra i paesi più industrializzati del mondo, nuovi ingressi e nuovi obiettivi dei vari meeting. Parallelamente analizza anche la nascita del movimento No Global, accomunato troppo spesso ad un’accezione negativa, di cui si dimenticano invece i contenuti, con tutte le sue tappe: Messico 1994, Inghilterra 1998, (...)