Pazienti, moglie e figlia ipnotizzate e violentate

Usava le sue capacità ipnotiche per fare violenza sulle sue pazienti, sulla moglie e sulla figlia. Con queste accuse un medico è stato rinviato a giudizio dal gup Maria Luisa Savoia: dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata e di violenza privata, maltrattamenti e riduzione in stato di incapacità, nei confronti della moglie, della figlia e di alcune pazienti. Sfruttando il forte stato depressivo, motivo per cui si rivolgevano al medico, l'uomo aveva indotto tre donne mediante ipnosi a intraprendere, durante lo stato di sonnolenza, delle graduali iniziative sessuali. Ma è soprattutto nei confronti della moglie e della figlia che, secondo l'accusa, si accaniva la sua capacità di coercizione. Sfruttando la tecnica dell'ipnosi, tra il 1998 e il 2001, avrebbe costretto la moglie a subire atti sessuali e a farsi fotografare in pose indecenti. La figlia sarebbe stata costretta «a subire e a compiere atti sessuali» fin da quando aveva otto anni.