Via dalla pazza folla... ma per pregare

Arriva nelle sale romane «In memoria di me» con il quale Saverio Costanzo parla della vita dei seminaristi

Sulla scorta del romanzo di Furio Monicelli Lacrime impure, arriva In memoria di me film scritto e diretto da Saverio Costanzo il quale dopo Private (sul conflitto israelo-palestinese) rivolge l’obiettivo della macchina da presa su un tema altrettanto privato e lacerante: la vocazione religiosa. False libertà, cuori sofferenti e fame d’identità sono le privazioni che spingono Andrea (Christo Jivkov) a chiudersi in comunità per prepararsi al sacerdozio. Come l’inquieto Andrea, altri giovani preferiscono la sacralità della preghiera al clamore effimero della società. In un ambiente fitto di rituali e silenzi, la giornata dei novizi si svolge in rigore certosino sotto lo sguardo dei padri superiori chiamati a valutare (o supportare nelle cadute) la vocazione degli futuri soldati di Cristo. Nel film, magnifico per dialoghi e fotografia, recitano Filippo Timi, Marco Baliani, e André Hennicke (Eden, Greenwich, King, Rivoli, Cineland, Ugc Ciné Cité, Warner Parco de’ Medici). Rosso come il cielo di Cristiano Bortone è un toccante amarcord ispirato alla storia di Mirco Mencacci, talentuoso sound designer del cinema italiano, il quale, nonostante l’handicap della cecità, col suo carattere forte ha dimostrato che il talento unito alla caparbietà supera le barriere. Mirco (il generoso Luca Capriotti) è un ragazzino di 10 anni che nell’estate del ’71 a Pontedera perde la vista in un incidente. Spedito al David Chiossone di Genova, arcaico istituto religioso per ciechi, il bimbo riuscirà a vincere una battaglia contro i pregiudizi grazie alla passione del cinema (costruirà fiabe sonore con l’ausilio di un registratore a bobine) e al sostegno di un buon maestro (Paolo Sassanelli) (Giulio Cesare). Ponte Milvio e i lucchetti degli innamorati: non ha bisogno di presentazioni Ho voglia di te atteso sequel del romanzo di Federico Moccia Tre metri sopra il cielo. I teenager fan dello scrittore sono tutti lì in attesa di sapere se il tenebroso Step (Riccardo Scamarcio) ha davvero scordato il primo amore Babi (Katy Saunders) o se la sua passione per la grintosa Gin (Laura Chiatti) è solo una schermaglia amorosa (in 18 sale). Chapeau per Guida per riconoscere i tuoi santi, pellicola scritta e diretta da Dito Montiel. È una sorta di dolente passeggiata sui cocci della memoria effettuata da un famoso scrittore (Robert Downey jr) il quale, dopo quindici anni, viene richiamato nel quartiere natale di Queens a Los Angeles da sua madre (Dianne West): suo padre (Chazz Palminteri) è malato. Tra i flashback di un’estate torrida (quella dell’86) e aspri momenti di confronto coi suoi santi (gli amici vivi e morti), l’uomo dovrà riuscire ad accettare i dolori del passato (Nuovo Sacher, Quattro Fontane, Ugc Ciné Cité).