Pazza idea di Mourinho: togliere a Ferguson la Champions e Ronaldo

Contatto col Pallone d’oro nel viaggio a Manchester. Il procuratore dei due è lo stesso e il Real ora è nel caos

Diego Milito ha incontrato Diego Maradona, entrambi a San Siro per Inter-Genoa. Ufficialmente El Pibe era sugli spalti per vedere all’opera gli argentini dell’Inter, Javier Zanetti lo avrebbe poi invitato al Gaucho, il suo ristorante di Milano, presenti Burdisso, Cambiasso, Samuel, Crespo e Cruz. Ma questi incontri portano altrove: è probabile che Milito a Milano si sia incontrato con i responsabili di mercato dell’Inter, alla ricerca di una punta nell’ipotesi temeraria che qualcuno chieda notizie di Adriano. Il contratto che lega il centravanti al Genoa per i prossimi tre anni è di quelli superblindati, Preziosi vuol fare del Principe Milito un simbolo di questo Genoa e lo ritiene incedibile, ma a volte accade l’imponderabile.

EL KUN E non è neppure escluso che Maradona abbia perorato la causa di suo genero, Sergio Aguero. L’Inter, stando a indiscrezioni, avrebbe spedito un autista ad accogliere Maradona all’aeroporto, su Auguero c’era già stato un primo approccio con Moratti proprio nel giorno dell’esonero di Roberto Mancini: in quell’occasione in via Serbelloni si incontrarono il presidente e Maradona con Salvatore Bagni a fare da intermediario, ufficialmente per trovare una collaborazione fra Diego e l’Inter in tempi in cui Maradona era senza una occupazione.

DIAVOLO ROSSO Ma la clamorosa indiscrezione che agita il mercato è questa: e se Mourinho a Manchester avesse parlato anche di Drogba e Essien ma soprattutto di Tevez e magari addirittura di Cristiano Ronaldo? Non è fantamercato, visto tra l’altro che il procuratore - di Mourinho e di Ronaldo - è lo stesso: Jorge Mendez. Non è così scontato che il portoghese finisca al Real Madrid, da Manchester fanno sapere che i blancos non sempre si sono comportati correttamente e nell’ipotesi di una eventuale fuga del miglior calciatore del mondo, tutte le strade sono aperte: «Il Real è un sogno - ha dichiarato Ronaldo -, ma non vorrei diventare un mezzo per vincere le elezioni». La cui campagna elettorale ieri ha fatto registrare una pesante accusa al presidente Calderon: quella di aver manipolato i voti dell’assemblea per far approvare il bilancio. E la bufera Real lavora per Mourinho.

JUVE SPAGNOLA L’atro rumors più rumors arriva ancora dall’Inghilterra, Rafa Benitez sarebbe sul punto di lasciare il Liverpool e anche la Premier. Mentre tutta l’attenzione si è spostato su Felipe Scolari sull’orlo di un precipizio a Stamford Bridge, lo spagnolo dei Reds, in testa al campionato inglese, avrebbe chiesto un cospicuo aumento dell’ingaggio, 7,1 milioni netti l’anno, altrimenti lascia. A scriverlo è il Daily Mirror e dietro ci sarebbe addirittura la Juventus e una dirigenza che lo ha sempre ammirato. In Inghilterra dicono che le ultime parole infuocate di Benitez a Ferguson abbiano lo scopo di preparare un’uscita clamorosa dalla Premier, perché attaccare Sir Alex equivale a bruciarsi la terra sotto i piedi. Rafa Benitez parla italiano correttamente e non ha mai negato che il suo sogno è venire ad allenare in Italia. Non è finita per la Juve, sempre più insistenti le voci che vogliono Diego, il tedesco con passaporto italiano del Werder, un affare già fatto. Proprio Ranieri alla Ds avrebbe negato l’operazione ma se chiedete come stanno assieme le due cose la risposta è: se non vince qualcosa, il tecnico della Juve ha già la valigia in mano.

DIDA INGLESE? Tutto può accadere, anche che spunti nuovamente il tormentone Kakà, visto che ieri Silvio Berlusconi si è lasciato sfuggire un «spero sia incedibile». Ma in realtà il Manchester City ha chiesto al Milan il portiere Dida. Intanto il Milan parla di Gourcuff: «A Bordeaux o al Milan, ma non altrove», ha dichiarato il francese che torna a far gola a Galliani. «Yoann ci appartiene sempre: incrociamo le dita per recuperarlo. Se il Bordeaux non paga il diritto di riscatto versandoci 15 milioni di euro, Yoann tornerà da noi e in questo caso è escluso che vada nuovamente in prestito».