La «pazzia» di Violante

Da «capo del partito delle Procure» (secondo il centrodestra) a epigono del «pensiero schiavista... sintesi del cinismo politico assoluto» (su Liberazione, giornale di Rifondazione comunista). Ne ha fatta di strada Luciano Violante, il «piccolo Vishinskij» (come bonariamente l’appellò Francesco Cossiga facendo riferimento al pubblico accusatore dei processi dell’epoca di Peppone Stalin). Ed è tornato a fare arrabbiare l’ultrasinistra, come ai tempi delle aperture ai «ragazzi di Salò» o delle riflessioni sulle foibe, per una proposta di legge sull’immigrazione che - secondo Prc - «peggiora la Bossi-Fini e punisce i migranti» e che gli è valso sulla prima pagina del quotidiano rifondarolo gli ha fatto meritare il titolo «Violante è impazzito». Se va avanti così, magari i Ds saranno costretti a riesumare quell’U.r.c.a. (il fantomatico Ufficio Riparazioni Cazzate Altrui) di cui una volta Massimo D'Alema si vantava di essere il capufficio.