Pazzini: «Aspetto che Antonio mi faccia segnare»

Andrebbe benissimo - eccome - anche a Beppe Marotta e Riccardo Garrone, che, prima delle parole del "Pazzo", avevano fatto gli onori di casa. Accantonata per un attimo la deludente debacle capitolina, soddisfatti e raggianti si sono coccolati il nuovo acquisto, con 9 milioni di euro da versare in tre anni nelle casse della Fiorentina (e il prestito con diritto di riscatto per i viola di Emiliano Bonazzoli), il più oneroso da quando, insieme, siedono ai vertici della società blucerchiata. «Si tratta di un investimento importantissimo per il presente e per il futuro - ha cominciato l’amministratore delegato doriano (che nel frattempo ha paventato la possibilità di una cessione temporanea per Fornaroli e Bottinelli, in procinto di tornare al San Lorenzo) -; un tassello che inseriamo nel nostro progetto pluriennale. Pazzini è tra i migliori under 25 del panorama italiano e mondiale: sono felice di ritrovarlo dopo averlo potuto conoscere ai tempi dell’Atalanta».
Forse ancora più euforico, gli fa eco il presidente Garrone, che ha parole dolci per Cassano («Se Kakà vale 100 milioni, lui ne vale poco di meno») ed è entusiasta del nuovo pupillo, suo e dei suoi nipoti: «Abbiamo fatto un investimento della grandezza di quello di Cassano, il più importante durante i sette anni di gestione, mia e della mia famiglia. Proprio a Natale, durante la solita riunione, ai miei nipotini preparo una busta con dentro qualche euro. I tre sampdoriani mi hanno detto: ‘Nonno, rinunciamo al regalo se ci prendi Pazzini’. Io ho risposto: ‘Parlatene anche con i vostri papà…’». Rinunciando alla strenna, ne avranno parlato di sicuro.
Federico Berlingheri