Pazzini più forte dei menagramo E Moratti respira

Basterà Pazzini per battere i mena gramo? Probabilmente sì. Moratti lo aveva detto anche a Gasperini, ma quello non ha capito. Eppure campo canta: quando il Paz segna, l’Inter vince. È successo in 11 partite per un totale di 14 gol, che è un bel andare considerando che sono solo 28 gli incontri giocati in nerazzurro dal Boninsegna dei tempi moderni. Una media del 50 per cento, con due gol su tre partite in Champions. E il Trabzonspor ha segnato la rete decisiva a San Siro dopo la sua uscita a favore di Milito. Ehm!
Pazzini è un Bonimba in quel suo essere àncora di salvezza in mezzo all’area, selvaggio lottatore senza badare al bon ton. Ma c’è di meglio, un cocktail di italianità calcistica: Pazzini è cattivo (vedi Bonimba), astuto (leggi Pablito), fisicamente prepotente (vedi Bettega), gran colpitore di testa (Riva è troppo, ma Altobelli basta), opportunista (chi se non Inzaghi?). Ecco, se il Paz fosse come tutti questi sarebbe un fuoriclasse. Un po’ troppo. Ma di questo clan italian style ha qualche goccia, se non di più. Dunque, chi meglio di lui può arrotolare le maniche e partir nella guerra contro gufi e civette.
Infatti Mena (nome) Gramo (cognome) è l’ultimo avversario riconosciuto dal mondo nerazzurro. Ieri il presidente, tra un sorriso e una battuta, che definirebbe simpatica, lo ha evocato quando un microfono (amico? nemico?) ha ricordato che, a rigor di classifica attuale, l’Inter è in zona retrocessione. «Beh, se vogliamo menar gramo fin da questo momento....». Si sarà divertito pure il presidente della Mongolia, ieri ospite nerazzurro che, dopo l’incontro con Napolitano, presidente della Repubblica, ha scelto il presidente del suo cuore tifoso. «Persona molto intelligente, e automaticamente interista», ha concluso Moratti, strappando il sorriso anche ai gufi. Il gustoso della situazione è che il patron magari scherza su questi argomenti, ma qualche servo sciocchino (è un vezzeggiativo) della società ripete il concetto fedelmente, credendo di poter battere tutti, salvo i mena gramo. In teoria anche Moratti ha avallato la tesi, benché l’Inter abbia dimostrato di essere squadra, avere cuore e fede, conosca le vie per risollevarsi se gli infortuni non la malediranno e qualcuno ritroverà quella forza fisica, un po’ annacquata nella vecchia guardia.
Moratti ha visto tutto con discreta lucidità e puntuale realismo. «Abbiamo capito che siamo sempre noi, anche se c’è ancora tanto da fare. Forse non così tanto come si pensava». Dunque Inter vuol dire ancora fiducia. Soprattutto con i gol di Pazzini, l’unico ad onorare il nick name (Paz) diventando terribilmente credibile. Ma in quella battuta sui mena gramo c’è, però, un’altra dichiarazione di guerra al campionato. Come dire: squadre scarse, quindi solo i mena gramo ci possono mettere in crisi. Fosse così, la Nerazzurra sarebbe naturale candidata a rivincere il campionato.
Invece, molto più realisticamente, dovrà affidarsi a Sneijder e Paz, ed anche questo Zarate. «Che sta entrando nella marcia giusta, perché è coraggioso e sa saltare l’uomo», ha spiegato il presidente. Discorsi tecnici che avrebbero fatto sobbalzare Gasperini e, invece, divertiranno Ranieri, oggi pronto a spegnere la candelina dei 60 anni senza un blocco allo stomaco che l’Inter cominciava a dargli.
Tutto è bene quel che finisce bene. Soprattutto con quel trio, dice Moratti. «Mi sembrava girassero al meglio. Sneijder dà grinta notevole e ritmo di un certo tipo». Vero, perfino l’olandesino è riuscito a sorridere, dopo aver temuto qualche altro scricchiolio fisico. Lui sì che potrebbe temere davvero i mena gramo. Ma ora è chiaro che l’Inter con Sneijder in forma, Pazzini in agguato, una difesa più compatta e un centrocampo più sano e ricco di benzina, può credere ad un campionato meno disperato e ad una Champions da gustarsi. Nell’urlo di Julio Cesar, appena dentro lo spogliatoio: «Abbiamo più punti con tre partite di Champions che con 7 in campionato», c’è il segnale di un malessere e di una preoccupazione. Possibile che l’Inter sappia battere i mena gramo in Champions e non in campionato? Adesso qualcuno dirà che Mourinho era uno stregone e aveva trovato la pozione magica. Invece Ranieri è solo un bravo allenatore.