Pd, arriva il programma-lenzuolo

Trenta pagine, dieci azioni forti per il governo: ecco un assaggio del
documento programmatico che i vertici del Pd presenteranno lunedì
prossimo. Il principio di fondo sarà l'"etica della sostenibilità"

Roma - Dicono si tratti di un programma di 30 pagine. Dicono anche che qualcuno lo vorrebbe limare a 25. Per farlo i vertici del Pd si sono dati tempo fino a lunedì prossimo, quando verrà presentato ufficialmente alla stampa. Eppure fin d'ora il centrosinistra di Veltroni cerca di evitare il lungo elòenco presentato da Prodi nel 2006.

Il documento definitivo Per evitare la fuoriuscita di notizie prima che il documento sia definitivo, Enrico Morando, dopo averne distribuito una copia a ciascuno dei componenti del Coordinamento nazionale del Pd (con tanto di firma da parte di chi ritirava la sua copia), all’uscita l’ha chiesta rigorosamente indietro. Ma chi ha potuto leggerlo spiega che il programma del Pd è composto da 30 cartelle, scritte fitte fitte. Uno spavento per chi ha pensato al programma del Prodi bis. Ma Morando ha subito assicurato che la grandezza del carattere è la stessa utilizzata per redigere il programma dell’Unione. Per ora manca il titolo, ma il programma si ispirerà un principio ispiratore di base: "rispondere ai requisiti fondamentali dell’etica della sostenibilità".

L'etica della sostenibilità Chi ha potuto leggere il programma ha spiegato che il documento sarà impostato su proposte "coperte finanziariamente". "Dunque, ogni intervento previsto dal programma ha abbinata la sua sostenibilità finanziaria ed economica", spiegano riassumendo i dieci "pilastri portanti": liberalizzazioni, sicurezza, forti iniezioni di concorrenza, patto tra generazioni, spesa pubblica più efficiente, un’economia che sappia liberare le energie vitali del Paese, ambientalismo di qualità e del fare, una pubblica amministrazione che funzioni, riforme istituzionali e fiscali.

Le dieci azioni di governo Nel programma sono poi indicate "dieci azioni forti di governo" da fare subito in caso di vittoria. Si va dal "fisco amico" alle "detrazioni irpef e la riduzione delle aliquote"; dal "riprendere il controllo della spesa pubblica" ad una "maggiore eguaglianza sociale"; da una forte "spinta all’impresa e allo sviluppo" a interventi mirati per il sud Italia. Durante il dibattito, Morando - a quanto si apprende - ha registrato anche alcuni suggerimenti, tra cui quelli in materia di sicurezza sul lavoro, sistema pensionistico e affari sociali, avanzati da Livia Turco e Cesare Damiano, e quello specifico sulle riforme istituzionali fatto da Franco Bassanini.