Il Pd: "Berlusconi non andrà mai al Quirinale"

Alla vigilia della manifestazione contro il
governo, Veltroni accusa il premier di voler aggirare la Costituzione nel caso Englaro: "Ha ha scelto con freddezza e cinismo di
strumentalizzare la vicenda della povera Eluana con un disegno ben preciso". La Loggia: "Veltroni-pensiero inaccettabile"

Roma - Alla vigilia della manifestazione convocata dal Pd contro il governo, accusato di voler aggirare la Costituzione nel caso di Eluana Englaro, il segretario democratico Walter Veltroni afferma che il premier Silvio Berlusconi non diventerà "mai" presidente della Repubblica. In un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano di cui è stato direttore e che è vicino al Pd, l’Unità, Veltroni dice che "il presidente del Consiglio ha scelto con freddezza e cinismo di strumentalizzare la vicenda della povera Eluana con un disegno ben preciso. Negli ambienti bene informati circola la tesi che Berlusconi vorrebbe andare alle elezioni anticipate per cercare di assicurarsi che il Parlamento che eleggerà il prossimo Capo dello Stato sia più controllabile".

L'assalto a Palazzo Chigi La vicenda della donna in stato vegetativo da 17 anni è al centro di uno scontro istituzionale "senza precedenti", con il governo che si è visto bocciare per incostituzionalità dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un decreto che imponeva l’alimentazione forzata e l’idratazione di Eluana. Il Consiglio dei ministri ha però varato un disegno di legge di analogo contenuto e ha convocato d’urgenza il Parlamento, che già oggi lo esaminerà a Palazzo Madama.  "Se lo tolga dalla testa Berlusconi: al Quirinale non ci andrà mai", ha detto al quotidiano Veltroni, che nei giorni scorsi era accusato dalla sinistra alternativa di voler trattare col centrodestra sulle nomine Rai e anche sul pacchetto-giustizia, dopo aver incassato dalla maggioranza l’ok all’istituzione della soglia del 4% alle prossime elezioni europee.

Lo scranno del Quirinale "In quella carica si sono succedute personalità che hanno garantito l’unità della nazione e il rispetto della Costituzione. Lui (Berlusconi, ndr) non è in grado di garantire unità, ma solo divisione", ha detto ancora il leader del Pd. Il capo dello Stato è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. Oltre ai deputati e ai senatori, al voto partecipano anche tre rappresentanti per ogni regione (due per la maggioranza di governo locale e uno per la minoranza). La Valle d’Aosta ha un solo delegato. L’elezione del presidente avviene per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Ma dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza semplice.

La Loggia: "Veltroni-pensiero inaccettabile" "È veramente fantasioso e inaccettabile il veltroni-pensiero", Enrico La Loggia, vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera replica seccamente al segretario del Pd. "Mai in questi mesi - spiega - abbiamo ascoltato una proposta costruttiva ma solo insulti e illazioni. Veltroni vede complotti in ogni parola, in ogni pensiero ed in ogni azione del presidente Berlusconi, auspicando purghe di staliniana memoria. La verità è un’altra, la manifestazione promossa dal PD in difesa della Costituzione è solo la solita trovata propagandistica di Veltroni e di una sinistra priva di argomenti seri che deve fare i conti con le diverse anime, laiciste e radicali, che la compongono e che sponsorizzano senza pudore l’eutanasia, omicidio di stato, di Eluana Englaro".

Bondi: "Da voi cultura laicista radicale" "Quello che mi colpisce di più degli attuali dirigenti del PD è la loro istintiva e incontenibile propensione alla propaganda più rozza pur di non assumere mai la responsabilità di compiere scelte coraggiose". Anche il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, commenta l’ultimo intervento del leader del pd Walter Veltroni sulla vicenda di Eluana Englaro. Anche oggi, dice Bondi, «Veltroni si rifugia nella difesa della Costituzione, che nessuno mette in discussione almeno nei suoi valori fondamentali e condivisi, con il calcolo evidente quanto miope di non prendere una posizione chiara sul tema in discussione. In questo modo la sinistra approda ad una identità radicale e laicista, che nega sia la tradizione comunista italiana che quella del cattolicesimo democratico. Con un ulteriore paradosso: che questa nuova identità laicista e radicale ottiene la benedizione politica di Scalfaro»