Il Pd congela le primarieE scoppia la polemica...

Bersani accantona l'odg che chiedeva di introdurre le primarie per i parlamentari eletti: "Se le avessimo fatte alle scorse politiche in cosa sarebbe cambiato il destino dell’Italia?". Poi sottolinea: "Nostra priorità è cambiare la legge elettorale". E Alfano: "Eliminiano i difetti della vecchia legge salvaguardando i pregi, in particolare la scelta del primo ministro"

Il Pd congela le primarie. Ed è proprio il segretario Bersani ad accantonare la richiesta, avanzata con un ordine del giorno da alcuni esponenti del partito, di inserire nel regolamento dei democratici il meccanismo delle primarie per la scelta dei parlamentari nel caso in cui non si dovesse cambiare la legge elettorale e si dovesse tornare al voto con l'attuale sistema. Ecco come ha spiegato la scelta Bersani nel suo intervento all'assemblea del Pd: "La legge elettorale ha a che fare con qualcosa di sostanziale della democrazia. Ma se le primarie per i parlamentari"le avessimo fatte all’altro giro, con Berlusconi che vinceva con i nominati, in cosa sarebbe cambiato il destino dell’Italia?". Un modo come un altro per dire: se siamo solo noi a farle, non serve. Se si ritiene, però, come il Pd ha sempre fatto, che il meccanismo delle primarie sia quello più giusto e democratico per la selezione della classe dirigente di un partito, e anche della  leadeship della coalizione, che senso ha guardare cosa fanno gli altri in casa propria?

Bersani ribadisce le priorità del Pd: "Noi puntiamo con ogni mezzo a una nuova legge elettorale". In altre parole: via il Porcellum. Per farlo, ovviamente, venuto meno il pungolo del referendum, occorre un accordo forte in parlamento. Quanto alle primarie Bersani ribadisce il proprio ragionamento: "Pro tempore faccio il segretario e se ho detto che do per assunta la cosa è così. Non è che possiamo metterci a discutere di regolamenti, cerchiamo di metterci del buon senso, con piena disponibilità".

A presentare l'odg sulle primarie per i parlamentari, in caso di voto con il Porcellum, era stato Pippo Civati, consigliere regionale della Lombardia ed ex "rottamatore" a fianco di Renzi. Visto l'impegno preso da Bersani, la presidente dell'assemblea Rosy Bindi ha chiesto a Civati di ritirare l'odg. Civati ha dovuto accettare. Ma con i cronisti si è sfogato: "In questo partito non si vuole mai arrivare al voto. Però se il segretario dice 'fidatevi di me' noi cosa dobbiamo fare?". La Bindi, da parte sua, ha detto all'assemblea che l'ordine del giorno sarà discusso "quando il partito dovrà eventualmente farsi carico di questo". Non si sa quando, non si sa come...

Sulla necessità di rivedere la legge elettorale interviene anche Angelino Alfano, segretario del Pdl. "La Legge elettorale fa parte del percorso delle riforme, noi siamo per salvaguardare i pregi del’attuale legge elettorale in primo luogo il fatto che i cittadini sanno in anticipo chi è il primo ministro nel caso in cui vinca il centrosinistra e nel caso in cui vinca il centrodestra, dal 1948 al 1994 non lo sapevano. Siamo per eliminare i difetti di questa legge elettorale - ha proseguito - occorre restituire ai cittadini il diritto di scegliere i loro eletti è chiaro che questo diritto va sommato al precedente diritto quello di sapere in anticipo di sapere chi sarà il primo ministro e ciò perché vedo spesso dietro ai tentativi di riforma elettorale la tentazione di portare indietro le lancette dell’orologio e fare sì che i cittadini - ha concluso - vengano ad avere il diritto di eleggere uno delle centinaia dei parlamentari ma di non sapere chi sarà a governarli e a fare il primo ministro".