Pd: esclusi Di Pietro e Pannella. E' bufera

Infuriato il ministro: "Bisognerà riflettere sulle reali motivazioni e trarne le conseguenze, anche sulla opportunità di restare o meno in una coalizione che di fatto ci respinge". Pannella: "E' insensato"

Roma - "Né io nè l’Italia dei Valori faremo ricorso contro le decisioni adottate in fretta e furia a notte fonda da un gruppo di 6-7 persone che, senza alcuna riflessione nè preventivo dibattito aperto e pubblico, hanno preteso di rappresentare la volontà di tutti gli elettori dell’Unione e dei possibili aderenti al futuro Partito democratico". È quanto scrive Antonio Di Pietro sul suo sito internet riferendosi alla sua esclusione dalla corsa per la segreteria del Pd. "La politica è sì partecipazione ma anche dignità da difendere - aggiunge - una cosa è certa - dice Di Pietro - chi non ci vuole non ci merita".

Pannella: "Esclusione politica insensata" Anche Marco Pannella affronta l’esclusione dalla corsa alla segreteria del Pd, ribadendo che presenterà ricorso per una "decisione senza senso". "Farò ricorso - dice il leader radicale - è una decisione senza senso. È certamente una decisione politica, nel senso che ha conseguenze politiche, ma affaticarsi a decidere se alla base dell’esclusione ci sono motivazioni tecniche o politiche è in fin dei conti del tutto inutil"". Per Pannella, non ha senso chiedere ai Radicali di sciogliersi: "Dal loro punto di vista noi siamo sciolti da sempre, nel senso che non abbiamo disciplina di partito. Io, ad esempio ho cinque o sei tessere: l’associazione Coscioni non è un partito? E Nessuno tocchi Caino?".