Pd, Fassino "candida" Veltroni che va da Prodi. D'Alema: punto di riferimento forte

Il segretario della Quercia vuol fare uscire allo scoperto il sindaco di Roma che sta &quot;riflettendo&quot;: &quot;Lo appoggeremo nella corsa al Partito democratico&quot;. Anche contro la Margherita.<a href="/a.pic1?ID=186977"><strong><font color="#ff6600"> I verbali di Fazio: ecco i piani dei vertici Ds su Unipol</font></strong></a>. <a href="/a.pic1?ID=186973"><strong>D'Alema: normale che la politica si occupi di banche</strong></a>

Roma - Partito democratico, continuano le grandi manovre nel centrosinistra per la scelta del segretario. Dopo l'avviso di D'Alema, "non mi candiderò..." (e in serata ha detto che Walter può essere un 2punto di riferimento forte") e l'esplodere fra i diesse di quello che il "Foglio" definisce il "veltronismo di massa", Piero Fassino cerca di far uscire allo scoperto Walter Veltroni. E' iniziato il pressing sul sindaco di Roma che è attualmente in fase di "riflessione". Operazione "salvifica" per i diesse azzoppati dall'affaire intercettazioni Unipol, dal caso Visco-Speciale, dalla perdita di consensi elettorali alle amministrative. E in competizione con la Margherita per la guida del Pd.

Così di Veltroni candidato, Fassino ne ha parlato al termine di un incontro con i vertici della Confcommercio affermando: «Mi auguro si possa avere una candidatura in grado di raccogliere un ampio consenso nel paese e capace di suscitare, intorno alla costruzione del Pd, quell’attenzione, simpatia e mobilitazione di energie per le quali abbiamo lavorato in tutti questi mesi». «Mi auguro che Walter Veltroni - ha aggiunto il leader della Quercia - risolva positivamente la sua riflessione scegliendo di candidarsi. Una candidatura che, naturalmente, tutti i Ds sosterrebbero con grandissima convinzione ma, soprattutto, una candidatura intorno alla quale credo sia possibile raccogliere un consenso politico e sociale molto ampio».

La Finocchiaro: mi candido, segretario anche premier Fassino "lancia" Veltroni nel giorno in cui, in un'intervista alla Stampa, anche Anna Finocchiaro, esponente di spicco della Quercia, annuncia di volersi candidare sostenendo tra l'altro che "il segretario potrà correre per fare il premier". E subito la senatrice dell'Ulivo Marina Magistrelli si schiera con la Finocchiaro: «La sua candidatura di Anna a segretario del Pd è il segnale che stiamo andando nella giusta direzione: più candidati ci sono e meno rischiamo di avere candidature che si distingueranno nel segno degli "ex" (ex Ds, ex Dl)». «Inoltre non si può non rilevare - aggiunge - come questa candidatura, tra le altre che arriveranno, è la prima di una donna che fa politica e che si candida alla guida di quello che sarà il più grande partito del Paese. È un motivo in più per rallegrarsi».

Bassolino: no al segretario-premier «Non è detto che il segretario politicamente forte che eleggeremo il 14 ottobre sia automaticamente il leader della coalizione». Il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino non è d'accordo invece con las sua compagna di partito Finocchiaro. «Lo vedremo sotto le prossime elezioni: può essere il segretario politicamente forte che eleggiamo ora o potranno essere altri. Si vedrà. Penso che sia un bene se ci sono più candidati a ottobre e che sia un bene quando si dovrà scegliere il leader della coalizione». Lei sarà candidato?, hanno chiesto i giornalisti. «Io dò volentieri una mano, ma non sono candidato», ha risposto Bassolino. È Veltroni?, hanno ribattuto i giornalisti. «Veltroni è certamente un ottimo candidato per l’una e per l’altra cosa», ha affermato il governatore campano. «La scelta - aveva esordito - è quella di eleggere un segretario politicamente forte».

"Speriamo non sia una trappola" «Non possiamo che salutare con favore il sostegno, ormai reso pubblicamente noto anche dal segretario Ds, alla candidatura di Walter Veltroni a leader del Partito Democratico», afferma Fabio Evangelisti vice capogruppo Idv alla Camera. «È fuor di dubbio la "grandissima convinzione" con la quale i diessini sosterrebbero il sindaco di Roma, tuttavia - aggiunge - resta qualche perplessità sulle dinamiche che hanno portato a questa improvvisa apertura da parte del partito di Fassino. Per quanto ancora critici verso questo tipo di Partito democratico prosegue Evangelisti - ci auguriamo che questa svolta non rappresenti una trappola politica. Se così fosse, dopo il caso intercettazioni e le ultime affermazioni del vice premier D’Alema sul rapporto tra banche e politica, il centrosinistra e l’immagine della politica italiana sarebbero sottoposte ad un ulteriore duro colpo che potrebbe rivelarsi fatale».

Fioroni cita Dante: al fine uscimmo a riveder le stelle La candidatura di Veltroni alla guida del Pd? Il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, prende spunto - su sollecitazione dei giornalisti - dai temi proposti oggi per la maturità, per dire la sua. «Dopo questo splendido tema su Dante - ha dichiarato a margine di un’audizione presso la commissione Affari Regionali - possiamo dire, per il Partito democratico, come disse Dante uscendo dall’Inferno: al fine uscimmo a riveder le stelle».

La Bindi: lo sostengo, ma se non si candida... «Se come sembra e come spero Veltroni si candiderà farò una mia lista per sostenerlo. Se invece non si candiderà, cosa che non mi auguro, credo che accetterò la richiesta di tanti amici o semplici elettori dell’Ulivo che in queste ore mi incoraggiano a candidarmi per contribuire ad elezioni vere e partecipate». L'annuncio della Bindi è un messaggio preciso soprattutto ai Dl e l'ex ministro aggiunge: «Abbiamo bisogno di dar vita a una assemblea costituente forte e motivata per costruire un partito davvero nuovo e democratico».

Follini paragona il sindaco di Roma a Zaccagnini «Veltroni sta oggi al Partito democratico come Zaccagnini stava alla Dc degli ultimi anni ’70. È il pegno di una forte volontà di rinnovare idealmente e politicamente». È quanto dichiara Marco Follini, leader dell’Italia di Mezzo.

E Veltroni vede Prodi: presto la risposta Il "candidato" eccellente ieri sera sera ha fatto la sua prima consultazione, 45 minuti a colloquio con il premier a cui spetterà la presidenza del Pd. Poi all'uscita una risposta secca ai cronisti: non aspetterete a lungo la risposta.