«Pd ipocrita, più sincero il Cavaliere»

da Roma

Senatore Gavino Angius, lei ha dichiarato che nella vicenda Ciarrapico il più sincero è Berlusconi. Conferma?
«Berlusconi ha detto la verità: Ciarrapico è stato cercato per prendere più voti. È stata una scelta politica per contrastare la candidatura di Storace nel Lazio, scelta politica anche criticabile, ma di questo si tratta. Francamente il modo in cui si è discusso di questa candidatura mi è sembrato un po’ ipocrita».
La candidatura di Ciarrapico non le turba il sonno?
«Io sono per la politica sincera. Che Ciarrapico sia una persona con una cultura politica di destra fortemente connotata non c’è dubbio, però dall’affermare questo a denunciarlo come una specie di pericolo per la democrazia mi sembra che ce ne corra».
In tanti a sinistra l’hanno detto.
«Chi sostiene questo mi dovrebbe spiegare come mai Ciarrapico stava in prima fila ad applaudire la nascita del Pd romano in un’assemblea al teatro Eliseo presentata dal senatore Goffredo Bettini. In quell’occasione non ci fu nessunissimo scandalo».
E adesso?
«Quello che mi lascia allibito sono le violente dichiarazioni che sono state fatte contro la candidatura di Ciarrapico. C’è stato un comizio di Veltroni a Padova molto scandalizzato, ma non mi sembra che Veltroni abbia manifestato lo stesso scandalo nel momento in cui nasceva il Pd romano alla presenza di Ciarrapico. Lo trovo bizzarro».
E allora perché tutto questo polverone?
«Una delle riforme da pensare sarebbe quella della trasparenza, della sincerità dei comportamenti. In questo caso questa coerenza non è stata rispettata».
Cosa non le piace di queste elezioni?
«Non aver consentito ai cittadini di scegliere i candidati: una volta che un candidato viene inserito in lista dalla direzione del partito se ne può anche andare alle Seychelles. Purtroppo Berlusconi e il Popolo della libertà non hanno voluto cambiare la legge elettorale rischiando di rimanere vittime della loro macchinazione al Senato. Mi sembra che in questa campagna elettorale manchi anche il senso della crisi grave che vive l’Italia».
Perché secondo lei Veltroni ha preferito Di Pietro a voi socialisti?
«Si voleva strizzare l’occhio al mondo giustizialista e girotondino e cercare di avere una copertura da quel lato. Sono rimasto senza parole perché quest’alleanza contrasta con un’evoluzione dei democratici di sinistra in senso garantista».
Veltroni è davvero lo Zapatero italiano?
«La corsa all’accaparramento della vittoria di Zapatero è ridicola e poco seria. Ricordo anche che Zapatero è socialista, prima che democratico».
Non teme che con l’assorbimento dei radicali nel Pd si perdano battaglie care anche a voi sui diritti civili?
«È curioso come nel programma del Pd non ci sia una sola riga di quei diritti civili portati avanti da tante battaglie dei radicali e da Zapatero in Spagna. Nel programma del Pd c’è qualcosa sul divorzio breve, sul testamento biologico, sulle unioni di fatto, sulla fecondazione assistita? Non c’è nulla. Però Veltroni dice che il programma è uguale a quello di Zapatero. Come si fa a dire una bugia, a sostenere una cosa di questo genere?».