Il Pd mette il bavaglio ai «suoi» sindaci

Bella lezione di democrazia da parte del Pd. I 4 candidati alle primarie che stabiliranno il candidato sindaco del partito a Firenze, avevano avuto l’irrispettosa idea di partecipare a un confronto per spiegare il proprio programma ai cittadini. Il segretario locale del partito, Andrea Balducci, è andato su tutte le furie. Lo dice il regolamento: fino al 15 novembre gli aspiranti sindaco «democratici» devono stare a bocca chiusa. Già, zitti e mosca. Poi Balducci, uomo d’azione, è passato dalle parole ai fatti. O meglio, all’sms. Ha mandato un messaggino a tutti i candidati per obbligarli a starsene in casa. «Chi non vuole le nostre regole può farsi un partito suo», avverte. Risultato: i pericolosi dissidenti, compreso l’assessore «sceriffo» Graziano Cioni (nella foto), quello duro contro i lavavetri, hanno disdetto il confronto. E ai giornali hanno risposto in coro: «No comment».