Il Pd mette già in crisi il Campidoglio

C’è chi vuole le dimissioni della vicesindaco e chi chiederà rassicurazioni sul rispetto del programma elettorale. Chi aspetta solo di sapere quale sarà l’agenda politica per i prossimi mesi e chi parla di «incontro ordinario». Il sindaco ha convocato per domani una riunione di maggioranza.
Nessuno dei capigruppo sa cosa dirà Veltroni, ma gli esponenti della sinistra radicale hanno le idee ben chiare su quello che loro intendono chiedere al primo cittadino. Anche in vista delle primarie per scegliere il primo segretario del nuovo Partito Democratico, in calendario fra due domeniche.
«Ci sono problemi di tenuta nella maggioranza - spiega Gianluca Quadrana, capogruppo della Rosa nel Pugno -. E la situazione potrebbe complicarsi dopo le primarie. Visto che il sindaco sarà sempre più assente, serve un atto di coraggio». Quadrana definisce così, «un atto di coraggio», quello che servirebbe per portare alla sostituzione della vicesindaco. «Al suo posto vedrei bene l’assessore capitolino all’Urbanistica, Roberto Morassut - aggiunge l’esponente della Rosa nel Pugno - è un candidato ideale, perché ha esperienza politica e amministrativa, è giovane e ha un ottimo rapporto coi consiglieri».
Uno dei problemi ormai radicati nella maggioranza, più volte sottolineato dalla sinistra radicale, è proprio la necessità di un maggior coordinamento fra giunta e consiglio e fra i vari esponenti del centrosinistra. «Abbiamo le potenzialità per governare al meglio questa città - dichiara Fernando Bonessio (Verdi) - serve però un maggior coordinamento fra tutte le forze politiche. Da parte nostra, noi siamo disponibili e fare un ulteriore sforzo nell’interesse della città, ma chiediamo al sindaco di prestare la stessa attenzione alla politica nazionale e a quella della città». Adriana Spera, capogruppo del Prc, chiederà che si avvii una riflessione che parta da un dato di fatto: quasi tutti gli assessori sono nelle liste del Pd. «Non mi pare che siamo nati come una giunta monocolore - puntualizza Spera -. Per questo penso che si debba rivedere un po’ tutta la situazione. Anche perché da un lato il sindaco sarà necessariamente più assente in Comune, dall’altro bisognerà vedere quali impegni avranno gli assessori eletti nell’assemblea costituente del Pd».
Non parla di rimpasto Spera, ma il concetto è quello. Per Quadrana il fatto che la giunta sarà quasi di un unico colore politico dovrebbe, paradossalmente, rendere più chiari i rapporti nella maggioranza. «Parte della sinistra è stata tenuta fuori da molte questioni politiche. Ds e Dl, fino a oggi, si sono scaricate a vicenda la responsabilità di questo comportamento. Con la nascita del Pd questo non potrà più accadere e ci sarà un unico responsabile». Ma tale situazione non basta certo per rasserenare gli animi nella sinistra radicale. Fabio Nobile (Pdci) è pronto a chiedere al sindaco il rispetto di alcune scelte indicate come priorità nel programma elettorale di Veltroni (emergenza abitativa e lavoro, ad esempio) e Spera vuole capire quale sarà l’indirizzo dell’amministrazione sulle unioni civili, ma anche sul voto agli immigrati e sul piano regolatore delle antenne. Insomma, dice Nobile, «il peso della sinistra (radicale, ndr) nel governo cittadino non può essere eluso, tanto meno da Veltroni che punta a diventare il leader del Pd». Anche si questo si discuterà nell’incontro in programma domani.