Pd nel caos, Parisi si candida per la segreteria Provocazione: il leader? Il laico antifascista Fini

<strong><a href="/a.pic1?ID=330144">I post comunisti moriranno democristiani</a></strong>: Pd in grave difficoltà. Domani assemblea costituente. <strong><a href="/a.pic1?ID=330099">Berlusconi</a></strong>: &quot;Mando a casa anche il prossimo leader&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=330341">LA PROVOCAZIONE. Il mister X ideale viene da destra</a></strong>/ di <em>Stenio Solinas</em>. Veltroni, perdente perfetto:<strong> <a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani/" target="_blank">dì la tua sul blog
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Roma - Archiviate le dimissioni di Veltroni il Pd è in fibrillazione. Si deve decidere in tempi rapidi il nome del traghettatore. Colui che dovrà guidare il partito nella fase di transizione, fino al prossimo congresso, che ragionevolmente non potrà tenersi prima dell'estate, o al più tardi in autunno. Nel frattempo, intanto, c'è da impostare una campagna elettorale per le europee di giugno. E ci sono anche le amministrative da organizzare. Insomma, non si può stare con le mani in mano a disquisire di massimi sistemi. Il vice segretario Franceschini potrebbe restare in sella come "reggente" per garantire un minimo di continuità. Ma il partito è diviso. Bettini preferirebbe un congresso straordinario in tempi rapidi. Veltroni avverte i suoi fedelissimi: se si fa ora vince Bersani, non ha rivali. E in effetti è così. Per la "ragion di Stato" lo scontro dovrebbe essere rinviato. Lo fa pensare la strategia illustrata da D'Alema: "Sosterrò Franceschini, che altro devo fare? Ma per la vera scelta del nuovo leader si dovranno fare le primarie". 

Domani Veltroni non ci sarà Veltroni non parteciperà neanche come delegato semplice all’assemblea nazionale che domani, alla Fiera di Roma, dovrà scegliere se eleggere un segretario fino al congresso di ottobre o anticipare l’assise e le primarie.

Parisi si candida Arturo Parisi si candiderà a segretario del Partito democratico come rappresentante dell’Ulivo, se i dirigenti insisteranno sulla linea dell’elezione di Franceschini, senza un ritorno alle primarie. "Il modo in cui si è aperta la crisi - sostiene - ma ancor piu il modo in cui dicono di averla già chiusa mi piace sempre meno. Il rilievo della questione aperta, la gravità della condizione nella quale si trova il partito ci impone di ripartire: ora. Assieme a chi pensa che si debba andare avanti ci batteremo perché la parola ritorni ai nostri elettori attraverso le primarie. Se prevalesse l’idea di eleggere il segretario direttamente in Assemblea - spiega - avanzerò la mia candidatura in difesa della nostra idea di un Pd che riparta nel solco dell’Ulivo, e consentire così una scelta nitida tra linee politiche alternative. Questo è il momento delle scelte. In un passaggio come questo - conclude Parisi - di tutto ha bisogno il partito fuorché di un segretario provvisorio perché guidato da una linea provvisoria".

Marini: niente scissione  "Non vedo realistico lo scenario della scissione. Chi è oggi nel Pd si è bruciato i vascelli alle spalle. Semmai, il vero rischio è la deriva debole di un partito che, rispetto alle esigenze della società italiana, non riesce ad esprimere una proposta di sintesi all’altezza di ciò che serve al Paese". È quanto afferma Franco Marini in un’intervista al Corriere della sera.

Bindi: serve un congresso vero "Non tutte le responsabilità sono di Veltroni, non tutte del restante gruppo dirigente". Lo ha detto Rosy Bindi intervistata stamani al caffè di Rainews24. "Io penso - ha proseguito l’esponente del Pd - che la segreteria Veltroni sia partita con un vizio d’origine, che è quello di essere stato sostenuto da liste e componenti che avevano idee troppo diverse. La gravità della crisi - aggiunge la Bindi - richiederebbe non delle primarie ma un congresso vero. Ma davanti al rischio di fare un congresso finto, dominato dalla preoccupazione delle elezioni, meglio rimandare il confronto al giorno dopo le elezioni europee e amministrative".

Letta: alleanza con l'Udc "Senza un’alleanza con l’Udc non andiamo da nessuna parte. Tra le ultime ultime elezioni, l’unica che abbiamo vinto è stata quella della Provincia di Trento, ed eravamo alleati con l’Udc. La politica ha delle regole molto ferree". Enrico Letta, esponente del Pd lo afferma intervenendo a "Panorama del Giorno" (Canale 5) parlando delle prospettive del suo partito. Letta preferirebbe andare al congresso subito, ma lo statuto del Pd è talmente "barocco e schizofrenico", un "mix di masochismo e autolesionismo, parte integrante di questo psicodramma", che "il percorso per andare ad un congresso è talmente contorto che durerebbe mesi".