Pd, Pannella è pronto a trattare: "Vogliamo soldi e 25 onorevoli"

Il leader radicale alza la posta: "Non venderemo l’anima per 6 o 7 posti". In caso di vittoria la Bonino avrebbe un ministero

Roma - «Si tratta di stabilire il costo del tradimento democratico di Veltroni e il prezzo del tradimento radicale», spiega Marco Pannella al congresso dell’associazione Coscioni a Salerno, dove l’attenta platea radicale tenta di decrittare dalle parole del leader se il suo via libera all’accordo col Pd ci sarà o no.

Il nuovo incontro interlocutorio della delegazione pannelliana con il luogotenente di Veltroni, Goffredo Bettini, è fissato di lì a qualche ora, quando Pannella parla ai suoi. E i capi del Pd vogliono chiudere la trattativa: la loro offerta verrà formalizzata oggi, e entro stasera dovrà esserci la risposta definitiva. Un pacchetto di eletti (tra i sette e i nove), un posto di capolista al Nordest e un ministero «di punta» per la Bonino in caso di vittoria, qualche ruolo di rilievo parlamentare (si ipotizza la presidenza di una commissione), l’assicurazione di spazi e di «massima visibilità in tv» durante la campagna elettorale. Nessuno scioglimento forzato nel Pd, basta la confluenza nel gruppo parlamentare. A Pannella si chiede un «passo indietro», come lo hanno fatto «Amato, Violante e lo stesso Prodi», ricorda Bettini. Però si fa balenare la prospettiva di una sua candidatura alle Europee del 2009.

L’apparentamento della lista radicale con il Pd è archiviato: al loft assicurano che secondo i loro calcoli «ci farebbe perdere più voti di quanti ne porterebbe». Oltre a creare spiacevoli attriti con le gerarchie vaticane e con le suscettibili componenti cattoliche del partito, che annusano zolfo alla sola parola «radicali». Tanto che ieri l’Avvenire, house organ Cei, avvertiva che la loro presenza nel Pd creerebbe «un nodo soffocante» tra «visioni antropologiche» non compatibili.

Quando parla di «prezzi», Pannella non usa metafore: se i radicali devono «vendere l’anima per sei o sette posti in lista» è bene chiarire che questo avrà un costo anche economico: «Senza lista autonoma, non avremo diritto ad alcun rimborso, e del denaro che il Pd riscuoterà a noi non spetterà niente». Dunque, anche questo va messo sul tavolo della trattativa. «Con questi bisogna negoziare», dice Pannella. Al loft leggono sulle agenzie le sue parole ed esultano: «Ha aperto, finalmente: sa che la Bonino, Cappato e molti dei suoi sono pronti all’accordo, ma serve il suo via libera», dicono i veltroniani. Che aggiungono: «Accordi economici? Se ne discuterà».

Pannella però sta alzando il prezzo di un’operazione che non gli piace: parla di «25 parlamentari», di rimborsi elettorali, delle sorti di Radio radicale. Punzecchia Emma: «Non vogliono la nostra lista che consentirebbe a Walter di vincere, ma le dicono che se va a mendicare potrebbe avere anche un ministero». E chi nel partito lo conosce bene spiega: «Non vuole scontrarsi con la Bonino, che è favorevole all’intesa col Pd. Ma mette i paletti per farla eventualmente saltare dopo. Come avvenne con Berlusconi nel ’96».