Pd, il partito unico si spacca sulla sede: i rutelliani dicono addio alla Casa del popolo

Partito unico? Walter Veltroni ha di che grattarsi la testa. Almeno se dà uno sguardo a quello che succede a Desio. Se a livello nazionale la «creatura» di ex comunisti ed ex democristiani è dilaniata dalle tensioni politiche, nella città natale di Pio XI il Partito democratico va oltre. Quelli della Margherita, per discutere dei «loro» problemi, vogliono tornare nella vecchia sede della balena bianca. Fatta la fusione e il gruppo unico in consiglio comunale, veltroniani e rutelliani avevano deciso di incontrarsi nella gloriosa Casa del Popolo, dal dopoguerra storica sede del Pci. Dove c’è la Camera del lavoro e le foto ben incorniciate di Palmiro Togliatti. Un mal di pancia per gli eredi di Alcide De Gasperi. Che finora, hanno sopportato, ma ora vogliono tornare alle origini, nei locali dove un tempo capeggiava lo scudo crociato e la scritta Libertas. C’è un problema: lì ha messo radici l’Udc e la Lista Civica Desio 2000, che fa riferimento al sindaco Giampiero Mariani. Eppure la cooperativa Pro Desio, padrona dello stabile, deve trovare una soluzione. Si prospetta l’idea di concedere la sala riunioni una sera ad ogni formazione politica.
Del resto, l’edificio di via Garibaldi arriva da un lascito. Il testamento del benefattore parla chiaro: l’immobile deve ospitare i gruppi impegnati in politica, ma esclusivamente d’ispirazione cattolica. Allora la «risucchiata» Margherita bussa alla porta. Fanno sapere che per le riunioni indette per affrontare gli argomenti all’ordine del giorno dell’assemblea civica, passi la Casa del Popolo, mentre per quelle in cui i margheritini hanno le loro cose da dirsi preferiscono un po’ di riservatezza. Non erano tutti insieme?