Il Pd rompe, i torinesi pagano

Più o meno come i genitori che tornano dalle vacanze e scoprono che il figlio adolescente ha sfasciato la casa ospitando un rave party. Ma questa volta nei panni del ragazzino scatenato c’è un partito - il Pd - e nelle vesti di padre a madre basiti di fronte al macello un intera cittadinanza: i torinesi. Ottantamila euro: è quanto il Comune guidato da Chiamparino dovrà sborsare per rimettere a posto la centralissima piazza Castello, la cui pavimentazione è stata danneggiata dalla festa nazionale del Pd dello scorso settembre. E dire che nel 2006 la stessa giunta che ora dovrà stanziare soldi pubblici per rimediare ai danni dei festeggiamenti democratici aveva votato una delibera che proibiva l’utilizzo dei luoghi storici della città - inclusa piazza Castello - per tutte le manifestazioni. Evidentemente Chiamparino non poteva dire di no ai compagni di partito. Ma comunque non sarà, incredibilmente, il Pd ha pagare per la ristrutturazione: secondo l’assessore alla Viabilità Maria Grazia Sestero non è possibile sapere a chi imputare i danni.