Dal Pd sceneggiata sulle dimissioni

RomaE ora l’opposizione è all’attacco: Silvio Berlusconi deve lasciare Palazzo Chigi. Il Pd ne fa una questione di immagine nazionale, Di Pietro dice che «deve curarsi», mentre l’Udc sostiene che le dimissioni sarebbero «un bene per il centrodestra». Ma il Pdl difende il Cavaliere: contro di lui solo fango mediatico.
«Le notizie che emergono da Milano - afferma Pier Luigi Bersani - dicono una cosa chiara, Berlusconi non può stare un minuto di più in un ruolo pubblico che ha indecorosamente tradito. L’Italia ha una dignità che non può essere messa a repentaglio davanti al mondo e ha dei problemi che devono essere finalmente affrontati in un clima di serenità». Conclude il segretario: «Ormai il tempo è finito, bisogna aprire una fase nuova». Che per Bersani si traduce forse in governo tecnico. Dura anche Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato. «Se ne vada per il bene del Paese. Lui non può disporre in maniera abusiva del suo potere facendo pressioni su una questura». E per Enrico Letta «se viene confermato che ha personalmente telefonato per chiedere il rilascio di una persona accusata di furto, le dimissioni sono inevitabili».
Secondo Antonio Di Pietro il premier dovrebbe lasciare «per se stesso, perché si curi prima che sia troppo tardi, visto che i suoi comportamenti ci rendono ridicoli a livello internazionale». E secondo Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, «bisognerebbe staccare la spina nell’interesse dello stesso centrodestra, che naviga al buio e si occupa di tutto tranne che dei problemi degli italiani».
La maggioranza però si schiera attorno al presidente del Consiglio. Per Gianfranco Miccichè, Berlusconi è un perseguitato. «Se ognuno non ha il diritto di fare quello che vuole nel suo privato, allora è una cosa incredibile. Un giorno dirò io quali sono gli altri politici che fanno questa vita». Per Sandro Bondi «bisogna fermare la macchina del fango». È troppo, si domanda il coordinatore del Pdl, «chiedere all’opposizione di rinunciare alle campagne d’odio e di concentrarsi sul confronto politico e ai magistrati di seguire sempre gli stessi metodi?». Di «fango mediatico» parla pure il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo: «Gli italiani amano Berlusconi e sanno valutare quello che ha fatto e sta facendo per il Paese».
Fabrizio Cicchitto si occupa della controffensiva. «Bersani cavalca il vero scandalo, cioè la violazione del segreto istruttorio, realizzata per favorire un’operazione di Palazzo contro il governo votato legittimamente dalla maggioranza degli italiani. È una manovra destabilizzante perché provocherebbe una crisi al buio e metterebbe il Paese e i titoli di Stato alla mercé della speculazione internazionale». Stessa tesi per Maurizio Sacconi: «Sette inchieste in venti giorni contro il premier, questo è accanimento organizzato o quantomeno convergente di quei settori economici e politici che non hanno mai accettato l’esito del voto». Osvaldo Napoli conclude così: «Bersani e soci guardano dal buco della spazzatura, ma cosa farebbe il loro governo tecnico?».