Il Pd scopre di aver paura delle sue donne

(...) per un ciuffo di voti e che, negli anni, quei consensi sembra averli persi per strada. Così, mentre un sondaggio Ipsos commissionato dal Pd vede Marta al 50 per cento dei voti, mente i partiti che la sosterrebbero sono accreditati al 57,5 per cento, la paura di vedere un derby tra Vincenzi e Musso al ballottaggio e perdere la partita sotto la Lanterna, starebbe portando la segreteria nazionale Pd a convincere il sindaco a farsi da parte.
Mentre i pidini se la vedono tra loro, l’Idv scalpita per essere coinvolta nelle decisioni politiche future e si dimostra a dir poco arrabbiata per quanto successo martedì sera in consiglio comunale con il Pd che ha votato contro l’orientamento della giunta espresso dall’assessore dipietrista Francesco Scidone: «È un momento di malessere tra Pd e Idv - spiega l’assessore alla sicurezza -. Credo che ci si debba parlare di più e inviterei i segretari locali dei deu partiti a mettersi in una stanza e buttare via la chiave: gli andremo ad aprire solo quando avranno trovato una convergenza». «Siamo alleati, è assurdo che non si venga consultati prima di prese di posizione del genere - rincara Nicolò Scialfa consigliere comunale Idv -. È una questione più di metodo che di sostanza. Siamo alleati di pari dignità e se pensano di stritolarci tra in un’alleanza Pd-Sel si sbagliano, la tentazione di andare soli è forte».
Minaccia o meno che qualcosa si stia muovendo intorno al dopo Vincenzi è chiaro. E proprio Scialfa, una vita nel ruolo di professore di storia e preside in istituti superiori oggi consigliere regionale e vicepresidente del consiglio comunale, potrebbe essere l’effetto sorpresa nel caso in cui l’Italia dei Valori andasse per conto suo o, se a livello nazionale, i democratici decidessero di cedere Genova agli alleati. Diverso scenario potrebbe aprirsi se il Pd optasse per le primarie in caso Marta Vincenzi volesse ricandidarsi: con lei si potrebbe profilare uno scontro in rosa con la senatrice Roberta Pinotti e l’europarlamentare Francesca Balzani. Uno scontro fratricida che diverse anime del partito vorrebbero evitare tanto che da qualche giorno c’è chi sta lavorando per trovare un elemento centro per cento Pd che possa accontentare tutte le anime del partito e che sarebbe stato individuato nell’attuale assessore ai lavori pubblici Mario Margini già in predicato della candidatura alla poltrona più alta di Tursi prima che super Marta decidesse di scendere in campo. Così dalla sicura investitura in rosa la sinistra genovese potrebbe tornare al fiocco azzurro tra il professore con il pallino della politica e il politico di professione.