Dal Pd si può copiare una sola cosa: i giovani

(...) quello degli ospiti. Perchè, vedendo i crocicchi dei piddini fra una fetta di torta e un trancio di focaccia al formaggio, quello che colpiva era il fattore anagrafico.
L’ho già scritto, ma mai come in questa occasione repetita iuvant. O, meglio, avrei la speranza che iuvassero. Ogni volta che ho a che fare con i dirigenti del Partito democratico ligure - non i Margini, le Vincenzi, i Montaldo e i loro eredi e tardi epigoni - ma quelli più giovani, devo dire che sento una certa invidia. Perchè riescono a schierare una classe dirigente di quarantenni che offre, magari strumentalmente, magari con ansia nuovistica, fra gli altri: 1) il segretario regionale Lorenzo Basso (che ha una moglie dolcissima, addirittura più dolce di lui, veramente solare), e che ha come limite quello di una certa timidezza che non lo porta a esternazioni più coraggiose e discontinuità più dirompenti; 2) il segretario provinciale genovese Victor Rasetto, uno che ha avuto il coraggio di proporre dalle nostre colonne un «patto dei siti», per scegliere le dislocazioni migliori per i profughi, dopo gli sciagurati annunci prematuri; 3) il tesoriere regionale Giovan Battista Raggi, persona moderata e coraggiosa, che avete iniziato a conoscere dai suoi interventi, anche controcorrente, su queste pagine; 4) il presidente del Porto di Genova Luigi Merlo, che è ancora un ragazzino, anche se è un furbone della politica, erede della tradizione democristiana; 5) il vicesegretario Giovanni Lunardon, ma soprattutto sua moglie Sara Armella, manager capace che ha disincrostato alcune partecipate dell’era Pericu (che c’era pure lui alla festa, ma seduto a un altro tavolo); 6) l’eurodeputata Francesca Balzani, capace di far di conto e molto di più; 7) il responsabile del Pd degli Enti Locali Simone Mazzucca, quasi la versione maschile della Pinotti, per capacità di gestire i rapporti e, soprattutto, eleganza: non so se lo eleggeranno sindaco, penso che farebbe meglio di Marta (non ci vuole moltissimo), ma certamente per le primarie di Uomo vogue è perfetto; 8) il capogruppo nel Municipio Medio Levante, quello di Foce, Albaro e San Martino, Alberto Pandolfo, quasi un Mazzucca degli anni Dieci; 9) il capogruppo in consiglio comunale Marcello Danovaro, molto meglio di tanti suoi colleghi assessori; 10) Raffaella Paita, che di Merlo è la moglie, giovane, affascinante, elegante (quasi sempre), ma soprattutto capace: l’assessore ai Trasporti della Regione Liguria è una secchiona che studia e si prepara su tutto quello che le capita sotto tiro e riesce ad entusiasmarsi persino per i particolari del tunnel della Fontanabuona, senza dimenticarsi la politica. Risultando una delle più votate di tutta la regione, con un plebiscito personale di preferenze (non nomine del leader) impressionante.
Ho fatto dieci nomi, ma potrei continuare. Mi piacerebbe avere una lista simile anche del Pdl. Ma, purtroppo, non ce l’ho. Iniziare a fare questa lista, senza considerare «giovani» i cinquantacinquenni, può essere un buon inizio.
(3/continua)