Il Pd siciliano dà il “cartellino rosso” agli inquisiti

Fuori dal partito chi è rinviato a giudizio per mafia, droga e reati contro la persona o la pubblica amministrazione. Genovese lascia, il nuovo segretario sarà designato entro fine marzo con le primarie<br />

Palermo. Il Pd siciliano corre ai ripari sulla questione morale. E dopo le bufere giudiziarie, cerca di fissare regole che mettano fuori dal partito chi incappi nella mannaia di un’inchiesta, almeno per vicende pesanti tipo mafia, droga, reati contro la persona e la pubblica amministrazione. Non basterà un semplice avviso di garanzia, il “cartellino rosso” scatterà in caso di rinvio a giudizio. Ma il “codice etico” entrerà in vigore entro un mese, insieme al nuovo Statuto.

L’assemblea costituente. La stretta sugli inquisiti è stata varata con lo Statuto sabato scorso, nell’ambito dell’assemblea costituente del partito siciliano, convocata anche per decidere in che modo affrontare i prossimi appuntamenti, primo fra tutti l’elezione del nuovo segretario regionale, dal momento che l’uscente, Francantonio Genovese, ha già annunciato che non si ricandiderà. Una decisione scontata, quella dell’ex sindaco di Messina, viste le polemiche che hanno accompagnato il risultato delle Politiche, soprattutto per le scelte fatte nella composizione delle liste. Il nuovo segretario, entro fine mese, sarà designato con la formula delle elezioni primarie aperte a tutti i cittadini. I segretari provinciali e territoriali invece saranno eletti, sempre attraverso le primarie, soltanto dagli iscritti. La stessa assemblea costituente ha inoltre deciso di fare del Pd Sicilia un partito confederato con il Pd nazionale. E’ stata inoltre introdotta un’incompatibilità tra cariche elettive: un consigliere comunale non potrà essere, contemporaneamente, pure deputato regionale. 

I “papabili” alla segreteria. La battaglia interna per il dopo Genovese è già cominciata. Ma di nuovo all’orizzonte c’è ben poco. In pole position c’è l’ex presidente della commissione Antimafia Giuseppe Lumia, ma la corsa dovrebbe coinvolgere anche l’ex sindaco di Catania, Enzo Bianco, e l’ex leader della Cisl, Sergio D’Antoni. La situazione però è ancora fluida, e i non pochi malumori che agitano il partito al suo interno non contribuiscono affatto a facilitare le cose. Per il momento, comunque, c’è solo la soddisfazione per essere riusciti, almeno, a mettersi d’accordo sullo Statuto. “Finalmente - ¬ha commentato il segretario in pectore Lumia ¬– abbiamo le regole fondamentali per avviare una nuova stagione della politica siciliana. Adesso daremo dimostrazione coraggiosa e di coerenza nell’affrontare le tappe successive, a partire da quella dell’elezione del segretario regionale”. Dal segretario uscente Genovese un appello a serrare le fila: “Un Pd unito è utile alla Sicilia”.