Il Pd tenta Bossi: "Federalismo? Vieni con noi" Intanto l'esame del testo slitta di una settimana

Le avances di Chiamparino al Carroccio: "Mollate Berlusconi. Solo con noi avrete il sì alla riforma". E in Cdm slitta di una settimana il voto del parere sul decreto attuativo del federalismo municipale: la commissione bicamerale non si pronuncerà il 28 gennaio, ma sette giorni dopo

Roma - Tutte le fiches sul verde federalismo. Il Pd molla gli ormeggi e dopo aver strizzato l'occhio prima a Di Pietro, poi a Vendola, quindi a Casini, Fini e al terzo polo tutto ora punta deciso sulla Lega. L'obiettivo è uno e uno solo. Far cadere Silvio Berlusconi e la sua maggioranza. Lo stop dell'Anci, dell'assemblea dei Comuni italiani, porta in primo piano il presidente della conferenza che riunisce le amministrazioni municipali, Sergio Chiamparino. Dalle pagine de La Stampa il sindaco di Torino, e auto-candidato leader alle primarie nazionali del Pd contro Bersani e Vendola (quando ancora le primarie erano in calendario), la spiega semplice. Pane al pane. "Proponiamo a Calderoli e alla Lega un patto. Chiedere a Berlusconi di fare un passo indietro, in nome di un governo con un fine preciso, la devolution, che implica anche le riforme istituzionali". Pronta anche la sponda al tridente Fini-Casini-Rutelli: "Una riformulazione del governo di unità nazionale per uscire da una situazione degradata" spiega Chiamparino. Sulla carta è fatta, per i Democratici. 

E la Lega? Il Carroccio prende tempo. Umberto Bossi resta il leader duro e puro. "Federalismo o morte" e dichiarazioni d'amore ripetute per Berlusconi e la coalizione di centrodestra ovvero: se non passa la riforma si va alle elezioni. Ma da Roberto Calderoli, luogotenente molto ascoltato e ministro alla Semplificazione, arriva prima lo stop di una settimana e poi un'apertura di credito all'Anci. Sebbene il ribaltone del Carroccio appaia improbabile, in questa fase politica nulla si può escludere con certezza.

Posticipo Slitta di una settimana il voto sul federalismo municipale. Dopo i paletti di Anci e terzo polo e l'apertura di Tremonti il Consiglio dei ministri ha scelto di rinviare il voto di una settimana. Il Cdm ha deciso di posticipare di una settimana i termini per il voto del parere sul decreto attuativo del federalismo fiscale sul fisco comunale che doveva essere esaminato nella commissione bicamerale entro il 28 gennaio. Il rinvio di una settimana è stato proposto da Calderoli: "Con il ministro Tremonti e con La Loggia abbiamo concordato una serie di risposte positive a dei quesiti posti dall’Anci, ritengo che si sia ricomposta la posizione del governo rispetto alla stessa Anci e che c’è una sostanziale condivisione delle richieste" spiega Calderoli, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Calderoli commenta così la settimana in più decisa dal governo per "approfondire" il decreto attuativo sul federalismo fiscale dei comuni. Il ministro della Semplificazione ha parlato di un "sostanziale accordo raggiunto con l’Anci" e della "volontà di proseguire sul cammino del dialogo".