Il Pdci: nelle telefonate di D’Alema prove di reati

I Ds non depositano ancora le memorie difensive. La Giunta per le
autorizzazioni ascolta l’azzurro Cicu: fate presto, niente da
nascondere. Il relatore Vacca, comunista: "Favorevole alla richiesta del Gip,
intercettazioni utili contro Consorte". Ma l’Ulivo: rinviare il voto a
settembre

Roma - «Quelli delle monetine sono di nuovo all’opera», sbotta il socialista Enrico Buemi, alludendo al famoso lancio di spiccioli contro Bettino Craxi davanti all’Hotel Raphael. Lascia la Giunta per le autorizzazioni della Camera a metà della movimentata seduta, dopo aver rimesso il mandato di relatore per il caso di Salvatore Cicu. «Il suo è dannoso garantismo di facciata», replica più tardi, altrettanto su di giri, Daniele Farina del Prc. E si attribuisce il merito di aver chiesto e ottenuto le dimissioni di Buemi, che viene sostituito nell’incarico dal presidente della Giunta Carlo Giovanardi. «Vuol dire che ero nel giusto», gongola Farina.

Garantisti sempre, garantisti a fasi alterne: lo scontro nell’Unione ha il suo emblema in quello, durissimo, avvenuto ieri tra Buemi e Farina. Il primo si opponeva all’utilizzazione, da parte degli inquirenti della vicenda Unipol-Bnl, delle intercettazioni del parlamentare di Forza Italia. Il secondo voleva il sì a ogni costo. E sono state scintille.
Buemi racconta di aver subito un «attacco personale» da Farina, che lo ha accusato di essere «ostacolo all’azione accertatrice da parte della Giunta e di recare nocumento a Cicu».
Farina, infatti, dice che ha fatto solo perdere tempo la richiesta di rinvio degli atti a Milano presentata da Buemi sul caso Cicu, «nonostante quest’ultimo avesse chiesto di accelerare i tempi di decisione». Per lui, «questo tipo di garantismo di facciata mi duole, soprattutto perché si rivolge, in primo luogo, contro coloro che dovrebbero essere i garantiti».

Ma il deputato dello Sdi non ci sta e fa una precisazione al vetriolo: «Al contrario di quanto affermato da Farina, la mia remissione di mandato di relatore non è dovuta dalla sua presa di posizione, in linea con le abitudini e prassi criminalizzanti proprie della tradizione comunista contro le quali mi sono battuto e mi batto senza deflettere e che già ben conosciamo, ma dalla mia sensibilità garantista che non è a fasi alterne, ma è sempre presente. Non solo quando sono chiamati in causa certi amici». E qui sferra l’attacco finale: «Basta con questi garantisti a corrente alternata, ma sempre con le monetine pronte in tasca. Fanno i garantisti per difendere chi è accusato di aver sfondato vetrine, incendiato automezzi, aver aggredito poliziotti e carabinieri con spranghe in mano o, magari, con estintori contro le camionette delle forze dell’ordine. E poi fanno i forcaioli per compiacere certi magistrati».

Solidarizza con Buemi anche il capogruppo della Rnp e vicesegretario dello Sdi Roberto Villetti. «Si è comportato in maniera impeccabile ma ha subito un attacco ingiustificabile da parte di Farina. L’assonanza in tema di garantismo tra Rnp e Prc si sta esaurendo, dopo la svolta di Bertinotti che cavalca l’ondata giustizialista».