Il Pdl accelera, congresso il 12 febbraio

L’assicurazione del governatore Roberto Formigoni che ancora una volta spiega di non avere alcuna intenzione di dimettersi e annuncia che completerà la legislatura e poi sarà a disposizione del partito per altri incarichi. Ma anche il congresso provinciale del Pdl fissato per il 12 febbraio. L’arresto dell’ex assessore regionale Massimo Ponzoni e soprattutto l’invito del presidente Silvio Berlusconi che nel vertice dell’altra sera a Roma ha chiesto di far uscire il Pdl dal guado, ha costretto il partito a una forte accelerazione. Soprattutto in Lombardia, dove gli ultimi avvenimenti hanno rimesso in discussione equilibri e alleanze. E i big sono già tutti scesi in campo. Come Mariastella Gelmini, a cui l’esperienza da ministro non ha fatto dimenticare il suo passato da coordinatrice regionale, per lei il vero trampolino di lancio verso il palcoscenico romano. Scontato che pensi a uomini a lei vicini per i coordinamenti, ma secondo qualcuno potrebbe essere pronta lei stessa a un impegno in prima persona. Anche se l’incarico a cui veramente punta sarebbe quello di responsabile nazionale degli enti locali. Mentre il presidente della Provincia Guido Podestà considera «condivisibile» il richiamo di Berlusconi, ma ricorda come proprio a Milano in questi giorni consiglieri e militanti abbiano moltiplicato «le iniziative contro Area C, dimostrando molto impegno». E sulla prospettiva dei congressi, spiega che «in tutti i partiti è importante un confronto di idee e personalità». E che «è inutile cercare un unanimismo a tutti i costi, l’importante è solo che alla fine tutti abbiano la possibilità di esprimere la propria opinione». Annunciando già per lunedì un «tavolo Milano» del Pdl in cui si comincerà a organizzare il rilancio.
Perché la mappa del centrodestra lombardo è tutta da ridisegnare, come ha intuito Formigoni impegnato in un’offensiva mediatica che rivela ancora una volta la sua volontà di recitare un ruolo da protagonista. Alle elezioni regionali del 2015 «non mi ricandiderò», ha detto ieri già di buon mattino a Canale 5. «Sono al sedicesimo anno, completerò questa legislatura e poi ragioneremo insieme se ci saranno altri incarichi. Sono a disposizione del mio partito». Parole che confermano il suo desiderio di giocare un ruolo di primo piano fin dalle prossime elezioni politiche. Soprattutto nel caso il centrodestra si affidi alle primarie per individuare il candidato premier. Proprio per questo la sua difesa sul caso Ponzoni, considerato un suo uomo in Brianza, è condotta a viso aperto. «Fatti gravi, se confermati - ripete ancora - che attengono però alla loro responsabilità personale». Con un’altra ammissione. «È stato un errore, col senno di poi, candidare nel 2010 Nicoli Cristiani e Ponzoni». Ma «noi vogliamo che il Pdl, come ha detto il segretario Alfano, sia sempre più il partito degli onesti: ogni volta che viene trovato qualcuno che, con le dovute garanzie, ha tradito questi ideali, noi lo riconosciamo come un momento di sconfitta». Non solo. «Il tema dell’onestà - ha spiegato a margine della conferenza stampa sullo sviluppo economico - è insito nella carta d’identità del nostro partito». E quindi, «i casi contrari a questo principio ci rendono ancora più determinati ad andare avanti».
Un futuro prossimo, quello del partito, in cui ci sono evidentemente i congressi. A partire da quello «provinciale», il primo tassello di un risiko che successivamente coinvolgerà l’elezione del responsabile cittadino e del coordinamento provinciale per Monza e Brianza. Anche se in Brianza qualcuno pensa all’opportunità di un «comitato di salute pubblica per traghettare il partito all’elezione del sindaco di Monza, poi si vedrà».