Il Pdl con Alfano apre a Fli e Udc

RomaÈ il sogno impossibile di una generazione di politici di centrodestra. Una chimera, secondo alcuni, una sfida ambiziosa secondo altri, che torna periodicamente ad accendere la fantasia dei vari leader, sensibili al pensiero di chiudere il cerchio del bipolarismo italiano con la creazione del partito unico dei moderati.
Angelino Alfano, l’uomo incaricato di traghettare il centrodestra nel futuro, non è immune da questa tentazione. Anzi sta già mettendo in campo il progetto della costituente popolare, «un processo concreto e reale e non un semplice slogan verbale», presentato ufficialmente dal segretario del Pdl, dal presidente di FareItalia Adolfo Urso e dall’ex ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi, assieme agli esponenti neousciti da Fli Giovanni Collino e Pippo Scalia. La road map di questo cantiere - da sempre il lascito ereditario che Silvio Berlusconi sogna di consegnare all’Italia - prevede una prima tappa: il congresso di dicembre a Marsiglia del Ppe dove la delegazione italiana dovrà presentare un documento che sarà la sintesi culturale dell’elaborazione di un nutrito numero di protagonisti. Spetterà a Urso il compito di coordinare le sei fondazioni già riconosciute dal Ppe (Farefuturo, Magna Charta, Liberal, Res Publica, Sturzo e Popolari Europei) che dovranno contribuire a definire l’identikit valoriale di un partito «aperto, plurale, inclusivo, riformista e moderato». «Ci piacciono le sfide difficili e abbiamo colto l’opportunità che ci ha dato Alfano nel giorno del suo insediamento» spiega Urso. Toccherà, invece, a Ronchi il ruolo di responsabile organizzativo del progetto costituente. «A Ronchi, abilissimo ministro delle Politiche Europee - aggiunge Alfano - devolviamo uno dei posti del Pdl nel board del Ppe che si riunisce a Bruxelles ed è l’organismo di direzione politica del Ppe». «Questo di oggi è un giorno di semina, non di raccolta», precisa Alfano. «Il raccolto arriverà quando sarà maturo, non necessariamente nel 2013. Non sono attese risposte immediate perché questo farebbe apparire il percorso strumentale». Il riferimento è evidentemente all’Udc e ai finiani. «È importante organizzare la casa dei moderati, dobbiamo ricucire gli strappi, includere e non escludere» dice Ronchi. «Ciò che è unito dai valori in Europa non ha ragione di essere diviso dalla politica in Italia», puntualizza Alfano. Da respingere, però, le pregiudiziali antiberlusconiane: «Non hanno portato fortuna alla sinistra, non vorremmo portassero male ai moderati».