Pdl all’attacco per il ballottaggio

«Riunire tutto il centrodestra e puntare sul patto per Roma»

«Mi appello agli elettori di sinistra affinché si schierino dalla parte del cambiamento. Qui non è tanto in gioco il centrodestra o il centrosinistra quanto uno stanco continuismo». Più passano le ore, più all’interno del quartier generale di Gianni Alemanno, si respira aria di soddisfazione: per la sfida del Campidoglio il ballottaggio è ormai certo. Ecco che il candidato del Pdl, dopo aver trascorso il pomeriggio tra il suo comitato elettorale, la conferenza stampa di Silvio Berlusconi, e la festa del Popolo della Libertà al Pantheon, in serata assieme ai tanti giornalisti presenti nella sua base, prova a tracciare un primo piano di attacco, seppur ancora con le «dovute cautele», per il d-day del 27 aprile prossimo: «Dovremo essere più precisi nell’illustrare il programma - spiega il candidato del Pdl - implementare il “Patto per Roma“ e parlare con tutti i cittadini al di là degli schieramenti politici». Al candidato del Pd, che in serata ammetteva ormai il ballottaggio, Alemanno replica: «Rutelli finalmente ha detto qualcosa di vicino alla realtà», aggiungendo che Roma vota a prescindere dalle elezioni nazionali «perché la sommatoria dei voti delle politiche su Roma darebbe al 49,5% lo schieramento di Rutelli, invece il risultato appare nettamente diverso». Dunque il planning di attacco di Alemanno per i prossimi 15 giorni prevede punti ben precisi. Coinvolgere anche gli elettori di sinistra, tentare di riunire tutto il centrodestra ma soprattutto puntare sul «Patto per Roma», il documento per la capitale sottoscritto lo scorso 15 marzo dal candidato, assieme all’allora leader del Pdl e ora premier Silvio Berlusconi e dal leader di An Gianfranco Fini. Una sorta di decalogo Pdl per la capitale, con tutte le priorità individuate e messe nero su bianco. Si va, per esempio, dalle procedure di espulsione dei ventimila nomadi ed immigrati che hanno violato la legge, alla chiusura dei campi nomadi abusivi. Dall’abolizione dell’Ici, al sostegno alle famiglie, l’aumento degli asili nido, il potenziamento della qualità dell’offerta sanitaria e un nuovo piano rifiuti. Punto centrale nella politica del candidato del Pdl il «distretto federale di Roma capitale» con il quale «contiamo - ha ripetuto più volte durante la campagna elettorale - di chiedere l’autonomia anche in materia socio sanitaria». Alemanno è stato finora sostenuto sostanzialmente solo dal Popolo della Libertà. A questo punto, nella partita del 27 aprile molto dipenderà dagli ex alleati ed ex compagni di partito. A cominciare dal leader della Destra, Francesco Storace, per finire a Luciano Ciocchetti sfidante dell’Udc, e Mario Baccini della Rosa Bianca. «Il mio problema non è un assessorato» e comunque giovedì «comunicherò le mie decisioni» si è limitato a dire Storace. «Ho una mia visione personale - aggiunge Storace - certo dovrò tenere conto di chi ha pareri favorevoli e contrari e dovrò tener conto di ciò che dice la mia testa». Mentre dai centristi arriva una proposta direttamente dal suo leader Pier Ferdinando Casini: «Per il ballottaggio decideranno gli iscritti al partito dell’Udc con le primarie». Un’idea accolta positivamente da Alemanno: «Ritengo valida l’idea di fare delle elezioni primarie tra gli iscritti del partito di Casini per la scelta dei candidati in caso di ballottaggio. Apprezzo l’idea di una scelta trasparente e radicata nella città».