Pdl, Berlusconi guarda al futuro: "Cambieremo il nome al partito"

Berlusconi al lavoro per mettere a punto le misure per rilanciare l'economia. Vertice con Tremonti: "Stiamo lavorando
in continuo contatto e in assoluta concordia". Poi sull'assalto giudiziario: "Nella magistratura schegge impazzite che puntano all'eversione"

"Cambieremo il nome del Pdl perchè non è nel cuore della gente. Si accettano dei suggerimenti, faremo fare dei sondaggi". Silvio Berlusconi cala l'asso e rilancia il partito: ben conscio dei problemi da risolvere e delle prossime mosse da mettere a punto, ai suoi ha spiegato che il governo andrà avanti fino al 2013. "Il nostro obiettivo è completare le riforme e il programma - assicura - questo a meno di imprevisti, che nel caso ci fossero, non ci darebbero il tempo nemmeno di cambiare il nome del partito". Dal nodo sulla presidenza di Bankitalia al rapporto con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, dall'assalto giudiziario ai diktat dell'opposizione. Quello che è certo è che il Cavaliere è deciso ad andare avanti: "Si parla di un nuovo governo? Mi fanno ridere". Dopo aver approvato al pareggio di bilancio, ora la maggioranza sta lavorando alle misure per rilanciare l'economia.

Berlusconi sa bene che un Paese in mano alla sinistra rischierebbe il collasso. E, in un momento in cui la crisi economica rischia di minare le fondamenta dei Paesi, il premier decide di andare avanti sulla strada intrapresa con l'ultima manovra licenziata dal parlamento e approvata anche dall'Unione europea. Per questo, resterà a Palazzo Chigi: "Se dovesse arrivare un altro, cosa fa? Ma và...". Proprio per questo, il Cavaliere spiega che sta lavorando per rilancia il Pdl. E partirà proprio dal nome del partito che, a detta del Cavaliere, non piace alla gente e per questo deve cambiare: "Si accettano dei suggerimenti, faremo fare dei sondaggi". Di buon umore Berlusconi si mette a scherzare e lancia una proposta: "Mi dicono che il nome che avrebbe maggiore successo è Forza Gnocca...".

Pur dovendo affrontare quelle che identifica come "schegge impazzite" che, dall'interno della magistratura, "puntano all’eversione", Berlusconi assicura che il governo è al lavoro anche se non mancano le difficioltà. "Con Tremonti stiamo lavorando insieme in assoluta concordia - spiega il presidente del Consiglio - si tratta di una manovra non facile. Le manovre con i fichi secchi non si possono fare". Dopo la riunione del Consiglio dei ministri, durata poco più di mezz’ora, Berlusconi e il titolare dell’Economia Giulio hanno fatto colazione insieme alla buvette. Subito dopo, un vertice per mettere a punto le prossime mosse del governo. Tra queste sicuramente la nomina del presidente della Banca d'Italia. Berlusconi assicura che la quadra su via Nazionale sarà trovata "entro novembre". "E' una decisione che spetta al presidente del Consiglio, che deve fare un nome al Consiglio superiore di Bankitalia - spiega il Cavaliere -dato che queste sono prerogative del presidente del Consiglio, le metterò in pratica".

Berlusconi affronta anche le voci che parlano di un litigio in corso con Tremonti. Le smentisce categoricamente: "Sono favole, solo storie". E puntualizza: "Con Tremonti stiamo lavorando insieme in assoluta concordia. Si tratta di una manovra non facile. Le manovre con i fichi secchi non si possono fare altrimenti anche gli altri governi avrebbero assunto determinazioni". Tuttavia, il premier non nasconde che, a volte, non ha le stesse idee del numero uno del dicastero di via XX Settembre. "Non posso nemmeno pretenderlo - continua Berlusconi - ma noi siamo legati da una amicizia trentennale. Stiamo lavorando in continuo contatto e in assoluta concordia". E ai giornalisti che gli chiedono quali sono le "idee diverse", il Cavaliere risponde sorridendo: "Abbiamo diverse idee sui soldi...".