Pdl, boom d’iscritti in Lombardia ed entro fine mese il congresso

LE MOSSE DEL CENTRODESTRA La campagna di adesione. Una tessera su quattro è ex An. Alfano potrebbe fissare oggi la data delle assise Mantovani: "Propongo il 26 e 27 novembre". Schermaglie sulle incompatibilità

Come nei fidanzamenti, arriva il momento di fissare la data. Per il Pdl si tratta dei congressi e l’appuntamento clou è per questa sera alle sei a Roma. Si riunisce il comitato di presidenza e saranno presenti il presidente Silvio Berlusconi e il segretario nazionale Angelino Alfano. Si tratterà di temi di governo, ma in molti si attendono novità per il partito. In base al regolamento, i congressi provinciali e delle grandi città sono convocati dal segretario nazionale, che può delegare i coordinatori regionali per gli adempimenti normativi.
«Mi auguro che Alfano fissi la data già domani (oggi per chi legge, ndr). Personalmente propongo il fine settimana del 26 e 27 novembre» spiega il coordinatore regionale, Mario Mantovani. Subito dopo arrivano i ponti di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata, si corre verso le feste e il voto in Lombardia diventa off limits. La candidatura alla carica di coordinatore provinciale, secondo regolamento, dovrà essere accompagnata dall’indicazione di un vice coordinatore e da una lista di candidati (all’interno delle quali non si potranno esprimere preferenze). La candidatura dovrà essere presentata al segretario nazionale entro 7 giorni dalla data del congresso. Per essere eletti è necessario ottenere il 35 per cento dei voti, altrimenti il segretario nazionale nomina un commissario per riconvocare il congresso entro un anno.
Ottimista il presidente della Regione, Roberto Formigoni: «Sono assolutamente fiducioso, vista la spinta fortissima che arriva dal basso, dalle persone che urgono per partecipare alla vita del partito». E il presidente della Provincia, Guido Podestà: «C’è un solo modo per non vanificare lo sforzo e mantenere l’impegno che molti di noi hanno preso con ciascuno dei nuovi iscritti: definire la data dei congressi». Massimo Corsaro, ex An, vice capogruppo vicario del Pdl, invita a evitare le contrapposizioni: «Prevedo che i congressi provinciali si svolgeranno entro fine novembre. È importante che non ci sia un clima di conta interna, ma che al contrario si converga su candidati il più possibile unitari».
Tema all’ordine del giorno sono le incompatibilità tra gli incarichi amministrativi e i ruoli all’interno del partito. «È ancora tutto da decidere, così al momento è impossibile ipotizzare nomi di candidati» dice Corsaro. Ma le dimissioni di Alfano da ministro della Giustizia fanno scuola. Spiega Mantovani: «Penso che si tratti di incarichi adatti a consiglieri provinciali o comunali. È inopportuno che chi ha un ruolo in giunta si proponga come coordinatore. Un assessore lombardo è come un ministro del Belgio...». Formigoni propone incompatibilità più “leggere”: «Credo che i consiglieri regionali possano essere eleggibili e così anche i parlamentari. Invece dico no al doppio mandato di governo e di partito: sindaci, assessori, ministri e sottosegretari. Oppure c’è un’altra possibilità: nessuna incompatibilità ma obbligo di dimissioni dall’incarico di partito sei mesi prima delle elezioni».
Nell’attesa che il database di via dell’Umiltà fornisca i numeri reali del tesseramento, è scattata la guerra delle cifre. Su un totale di centomila tessere in Lombardia, venticinquemila, ovvero una su quattro, sarebbero dell’area ex An (circa 400mila il totale degli ex An a livello nazionale). Il solo gruppo intorno al coordinatore regionale, Mantovani, ne conta 20mila e tra i ministri si segnalano 7mila tessere della Gelmini e 2mila della Brambilla a Lecco. A Milano sarebbe particolarmente forte Guido Podestà. Discordanti le voci su Rete Italia: secondo fonti “avversarie”, in provincia di Milano sarebbero appena millecinquecento, ma da Cl parlano di 30mila tessere in Lombardia. Formigoni fa il superiore: «L’area di Rete Italia ha favorito il tesseramento libero al Pdl. Non costringiamoci in schemi correntizi».