Pdl: in caso di forzature toglieremo il sostegnoal nuovo governo Monti

Alfano: "Se Berlusconi non fosse stato d’accordo il governo Monti non si sarebbe fatto". E precisa: "Confronto in parlamento sui contenuti. Ma non saremo subalterni. In caso di forzature via il sostegno"

Assicurato il sostegno al governo Monti, il Pdl non smette di fare politica. Oggi il segretario Angelino Alfano ribadisce la posizione del partito: "Daremo un sostegno leale al nuovo governo confrontandoci in modo serio in parlamento sul terreno dei contenuti". E fin qui nessuna novità rispetto a quanto detto in parlamento. In un messaggio inviato al convegno "I socialisti riformisti nel Pdl", in corso a Milano, Alfano puntualizza che "saremo leali ma non subalterni e quindi, se ci saranno deviazioni e forzature, non avremo esitazione a negare il nostro sostegno. In sostanza saremo leali con chi sarà leale con noi". Un modo chiaro, quello usato dal segretario del Pdl, per ribadire che il principale partito italiano non rinuncia al proprio Dna e, pur sostenendo Monti, non accetterà - né subirà - misure palesemente contrarie ai valori e ai programmi del centrodestra.

"Il governo Berlusconi - precisa Alfano - non è stato abbattuto dalla sinistra, non è stato sfiduciato né dal parlamento, né dagli italiani, ma dal combinato-disposto costituito dalla confusione mentale e politica di alcuni deputati e dall’azione dei mercati, che oramai, non solo in Italia, intervengono pesantemente anche sugli equilibri politici influenzandoli pesantemente".

Alfano ribadisce un concetto importante: "Non ci siamo voluti far seppellire dall’andamento degli spread e dalla straordinaria campagna mediatico-politica guidata ad arte da certi settori della stampa. A nostro avviso in Italia non c’era spazio per una massacrante campagna elettorale dominata dal bombardamento dei mercati e dei media. Berlusconi, più di chiunque altro, ha dato prova del suo senso delle istituzioni e del suo amore per l’Italia facendo un atto di responsabilità".