Il Pdl crea il «laboratorio Genova» anti Vincenzi

Musso chi? Il Pdl vuole archiviare il senatore passato al gruppo misto. Basta parlare di chi a Genova è stato il miglior candidato sindaco dei partiti di centrodestra negli ultimi vent’anni, ma ha ormai deciso di lasciare lo schieramento che l’ha creato, nominato in Parlamento e sostenuto. Dopo l’addio dei giorni scorsi si sono levate diverse voci pro e contro Enrico Musso. Adesso il senatore Giorgio Bornacin, neo coordinatore metropolitano, dice basta. Lui stesso aveva provato a suggerire la fine delle esternazioni.
Senatore, tentativo fallito?
«Purtroppo continuo a leggere interventi di esponenti Pdl sulla stampa. Avevo già avuto modo di dire quale sia la posizione del partito anche se, per correttezza, su un quotidiano locale, il titolo aveva travisato il senso delle mie parole correttamente riportate nel testo. Non avevo mai detto, insomma, che Musso restava il candidato sindaco».
Ok, Musso non sarà più il candidato del Pdl?
«Questa storia non esiste. Non è un problema. Il candidato sindaco non mi interessa per adesso. Questo lo sanno benissimo anche tutti coloro che intervengono su questo argomento».
Detta così, sembra un’apertura.
«Non lo è, proprio non mi pongo la questione. Dobbiamo pensare a un progetto per vincere a Genova. Per dare una risposta a questa città. E vediamo chi ci sta. Partiamo da Pdl, Lega, il gruppo che fa capo a Biasotti. Poi rivolgiamoci alle categorie a chi è stanco di questa sinistra che da 40 anni soffoca la città».
E di questi il sindaco chi lo sceglie?
«Ancora? Se alla fine saremo Lega e Pdl, sceglieremo il migliore tra noi. Intanto alle ultime amministrative Lega e Pdl sommati insieme avevano il 7 per cento in meno del Pd da solo. È abbastanza chiara la situazione».
Senatore, che fa? Il Prodi al pesto? La grande ammucchiata pur di vincere?
«Non parlo di grande ammucchiata o di accozzaglie varie. Ho fatto riferimento a forze vere, credibili, con un progetto comune. Tra noi c’è stato persino chi ha ipotizzato un’apertura a Futuro e Libertà. La cosa non mi entusiasma, ma non si parte dai veti, si parte dal progetto».
Quindi anche Musso potrebbe rientrare, come alleato? È laboratorio Genova?
«Non intendo inseguire Musso. Lui ha fatto delle scelte, vedremo cosa farà nei prossimi giorni in Senato, cosa farà a Genova anche con la Fondazione Oltremare. Di certo, sia chiaro, non saremo noi a cacciarlo, questo non potrà mai dirlo. È lui che ha scelto di uscire».
E questo a qualcuno del Pdl dà fastidio?
«Posso anche capirlo, ma bisogna smetterla di fare polemiche sterili, dobbiamo ritrovare un’unica voce e soprattutto un altro obiettivo. Musso non è più un problema del Pdl, semmai lo era quando era dentro».