Pdl, decisi gli ultimi candidati e via libera al nome di Biasotti

Ultime ore per l’ufficializzazione di tutte le scelte. Ma le liste del Pdl sono praticamente fatte. E anche i nodi che hanno portato qualche ritardo per i problemi di «abbondanza» sono stati risolti. In particolare i tasselli degli ultimi nomi nelle province di La Spezia e Savona hanno trovato gli spazi giusti. A meno di clamorosi ribaltoni dell’ultima ora, alla Spezia sarà confermatissima la discesa in campo dell’ex assessore regionale Giacomo Gatti. Un nome forte, in linea con la scelta del partito di evitare candidature di bandiera per favorire la corsa di qualche candidato. Meglio una sfida all’ultimo voto che porti fieno alla causa comune, per una vittoria del presidente Sandro Biasotti, giovedì a colazione con il ministro Claudio Scajola. In questo senso dovrebbe trovare spazio nel «listino» degli otto consiglieri automaticamente in caso di vittoria della coalizione il coordinatore provinciale Andrea Costa.
A proposito di «listino», l’incontro avvenuto venerdì sera con i vertici romani ha portato anche alla definizione dei posti disponibili. Cinque saranno infatti assegnati a rappresentanti del Popolo della Libertà, due alla Lega Nord e uno sarà riservato alla scelta del presidente Biasotti. Che ieri tra l’altro ha diffuso il risultato del test antidroga cui si è sottoposto al contrario di molti colleghi parlamentari e che conferma la sua estraneità a qualsiasi uso di stupefacente. A livello nazionale, il Pdl si riserva di decidere almeno un paio di nomi del listino. «Più precisamente ci sarà un vaglio finale, come è giusto e normale che sia, per non sbagliare nulla - precisa il coordinatore regionale Michele Scandroglio - Il partito in Liguria ha poi una personalità come il ministro Scajola che rappresenta anche il partito nazionale». L’altro nodo da sciogliere riguardava la provincia di Savona, dove dovrebbe essere cosa fatta l’inserimento di Rosavio Bellasio nella lista del Pd con esclusione di Pietro Balestra o Graziano Falciani. Ma il «sacrificato» potrebbe eventualmente anche trovare posto nella lista civica a sostegno di Biasotti. Così come l’altro grande escluso, Matteo Marcenaro. Per loro occorre infatti una esplicita deroga alla regola che esclude la presenza di esponenti del Pdl nella lista civica. Nella quale verrà infatti candidato anche l’ex presidente della Provincia Marco Bertolotto, che però non può certo essere considerato interno al partito. «Potrebbe essere una soluzione, aspettiamo l’ufficialità», osserva Scandroglio, mentre Marcenaro si dice «disposto a qualsiasi cosa gli venga chiesto per aiutare Biasotti».
Se Imperia ha la lista completa, Genova aspetta solo la risposta per l’ultimo posto tenuto aperto. «Si tratta di un esponente della società civile», è l’unica concessione di Michele Scandroglio. Non un politico, dunque per completare una lista che in molti vedono già fin troppo «forte» di candidati acchiappavoti, che finirà inevitabilmente per lasciare fuori dal consiglio qualcuno. Infine lo stesso ministro Scajola ha confermato il via libera all’inserimento del nome di Biasotti nel simbolo della lista civica d’appoggio. «L’unica veto sarebbe se fosse un partito caratterizzato dal candidato presidente», chiosa ancora il coordinatore regionale Pdl. No insomma al vecchio movimento arancione. Ma una forza civica che sia identificabile nel sostegno a Biasotti.