Pdl, il dietro le quinte della «prima» ligure

Scandroglio, Biasotti e Minasso «lanciano» il nuovo partito unico

(...) in vista della vera e propria formazione del partito unico. «Che non sarà - sottolinea con forza Biasotti - il partito di questo o di quello, ma un partito unito, concorde, solidale che accoglie le istanze della base. Nulla di calato dall’alto, insomma, come hanno già ampiamente dimostrato i cittadini e i vertici politici fin dal momento della proposta programmatica». Rispettando in pieno i tempi e i modi per la formazione della struttura: «Nei giorni fra il 3 e il 7 marzo - spiega Scandroglio - verranno comunicati i nomi dei candidati in lista, quindi sarà completato il percorso verso la fondazione del Pdl, che dovrebbe concludersi formalmente in autunno».
Anticipazioni per la Camera o il Senato? Nessuna, ufficialmente: bocche perfettamente cucite. Anche se poi qualcosa filtra, con qualche ammissione importante. Lo si capisce, ad esempio, a proposito di Biasotti quando il coordinatore regionale degli azzurri «interpreta» la raccomandazione del coordinatore nazionale Sandro Bondi, a proposito della non candidabilità dei consiglieri regionali: «Si tratta di una raccomandazione, non di un diktat. Difatti, mi aspetto che il discorso non valga per Sandro che è autorevole consigliere e capogruppo nell’assemblea di via Fieschi». Analoghe considerazioni, sempre in perfetta unità d’intenti fra Minasso, Scandroglio e Biasotti, per quanto riguarda la candidatura di chi ha già due legislature alle spalle o carichi pendenti con la giustizia: «Lo stesso Berlusconi ha chiarito. Vale l’eventuale condanna al terzo grado di giudizio».
Il discorso scivola sul professor Enrico Musso e sulle critiche - a dir poco - rivolte al centrodestra in un messaggio privato, ma non proprio privatissimo, recapitato com’era a mezzo mondo sui sentieri del web. «Chi si sente preso in giro, chi si lamenta a priori, a livello preventivo, prima cioè che siano rese note le liste - scandisce Scandroglio -, adotta un atteggiamento per lo meno curioso, incomprensibile. Aspettiamo la comunicazione effettiva dei candidati, poi ne possiamo parlare». Ma allora Musso è fuori, era già escluso prima delle sue esternazioni, o si è escluso definitivamente adesso? Tutte spiegazioni che si potranno avere solo in seguito, comunque non prima di una decina di giorni. O forse mai. Minasso aggiunge qualcosa sugli effetti della mancata adesione al progetto-Pdl da parte di Udc e La Destra di Storace: «Chi non condivide la nostra scelta è giusto che stia fuori. Non ci sono stati, da parte dei nostri partiti, calcoli di convenienza elettorale. L’unità che si è formata è vera e basata sui contenuti. È questo l’importante». Si associa Biasotti: «Dobbiamo tener conto che l’unità si è creata in un momento di crescita dei consensi dei nostri movimenti. Non si è trattato di un tentativo di rispondere a una crisi, anzi. Questo significa che c’è un disegno politico coerente e in sintonia con la gente». Accanto, mischiati fra i presenti, annuiscono il senatore Giorgio Bornacin, Gianfranco Gadolla e Franco Marenco (An), Giandomenico Barci, Franco De Benedictis e la battagliera Lilli Lauro (Lista Biasotti), i coordinatori genovesi Roberto Cassinelli e Giovanni Boitano (Forza Italia) che stazionano vicino ai labari dei rispettivi partiti: «È una delle ultime volte che li esponiamo - dichiara Scandroglio, in tono biblico -. Poi saremo una cosa sola».
In periferia, invece, pare che la sintonia sia un po’ meno acquisita. È l’impressione che si ricava dall’annuncio della presentazione del candidato sindaco «unitario» del centrodestra per il Comune di Sestri Levante: il messaggio - siglato Forza Italia, An, Lega nord, Lista Biasotti e udite udite! anche Udc - è stato diffuso ieri alle 14 e 40, dopo la scelta a favore di Giuseppe Ianni, già presidente di uno dei Circoli della libertà. Peccato che alle 15 e 28 sia stato diffuso un aggiornamento, sotto forma di annullamento dell’incontro (che peraltro non mette in discussione la scelta fatta). Le cause non sono specificate, ma da Camogli arriva notizia di alcune incomprensioni: la Lega insisterebbe sulla candidatura a sindaco di Agostino Bozzo (già An, ora iscritto a La Destra). Tanto basta per far saltare l’unità d’intenti? No, anche perché oggi è annunciato un vertice che ricomporrà le frizioni, con il Carroccio disponibile a ragionare. Per non dar ragione a chi propone: «Facciamoci del male».