Pdl e Lega a valanga doppiano il Pd: Podestà vince subito

Elezioni provinciali. Sondaggio: Penati resta indietro e la sua coalizione crolla Il Carroccio moltiplica i voti per due. Udc fermo al 3,2%. Il Pdl primo al 36,9%, Carroccio al 18,3%, Democratici fermi al 25%

Sei virgola due: et voilà la percentuale che alle Provinciali fa la differenza. Quel 6,2 per cento in più è del candidato Pdl-Lega Guido Podestà. Scelta che pesa, quella compiuta da 2.626.989 cittadini intervistati da Euromedia research. Intenzione di voto che assegna al Pdl-Lega e al presidente Guido Podestà il governo della Provincia di Milano.
Test pre-elettorale raccolto dalla società diretta da Alessandra Ghisleri lo scorso lunedì, 18 maggio, che, tra l’altro riconferma le precedenti rilevazioni scientifiche. Gli elettori milanesi «se si fossero tenute le elezioni provinciali per eleggere il nuovo Presidente della Provincia», come recita la domanda del sondaggio telefonico, avrebbero dunque scelto al 49,6 per cento Guido Podestà rispetto a Filippo Penati fermo al 43,4. Dettaglio, l’oscillazione (la forchetta) per Podestà sale sino al 52,7 mentre per l’inquilino uscente di Palazzo Isimbardi si arresta al 46,5 per cento con un valore minimo al 40,3. Risultati da appuntarsi su un foglietto e diffondere, anche se forse non c’è bisogno: infatti, quei sei punti virgola due rappresentano il giudizio dell’elettorato su cinque anni di (mal)governo della giunta di centrosinistra. Ma, attenzione, c’è pure un’altra percentuale da segnarsi e far circolare: la rilevazione Euromedia research assegna alla coalizione che sostiene Guido Podestà il 56,1 per cento delle preferenze contro il 33,5 per cento che va alla coalizione pro-Penati. Sì, avete letto bene: la differenza tra Pdl-Lega-Nuovo Psi e Democrazia cristiana rispetto all’alleanza Pd-Italia dei Valori-Verdi-Sinistra per la Provincia e la Lista Penati presidente è di 22,6 punti. Come dire: la sinistra per Penati è doppiata dal centrodestra. Il Pdl conquista il 36,9 (con un indice massimo al 39,9) e migliora tutte le valutazioni elettorali precedenti sia di Fi che di An. Seguono Lega Nord (18,3), nuovo Psi (0,5) e Dc (0,4). Totale: 56,1 per cento, ossia undici punti in più rispetto alle Provinciali 2004 e 5,4 per cento in più sulle Politiche 2008. Entrando, poi, nei particolari della sinistra, secondo le preferenze degli elettori intervistati, il Pd è al 25 per cento - contro 32 alle Politiche 2008 - con dietro Italia dei Valori (5,0), Verdi (1,5) e Sinistra per la Provincia (1.3). Sorpresa per la Lista Penati presidente che, nonostante le aspettative e la forza d’immagine del presidente uscente, conquista una percentuale pari allo 0,7 per cento. Evidente, insomma, già dai numeri che il candidato Penati è a fine corsa, che a due settimane dal voto non riesce più a strappare consensi e che ogni giorno che passa è un’altra sofferenza in più. L’afferma quel campione intervistato da Euromedia research: la sinistra di Penati alza bandiera bianca. Tra l’altro, comunque, il dato della coalizione che sostiene Filippo Penati mostra un’incrinatura non da poco: mentre il candidato è al 43,4 la sua coalizione è al 33,5, ovvero c’è una differenza di 14,9 punti percentuali che, detto brutalmente, significa “voti al candidato non voti il partito”. Un dato che, senza forse, interesserà e non poco politologi e sondaggisti desiderosi di scoprire incrociando i numeri dove saranno finiti i consensi mancati a Pd, Italia dei Valori and company. Già, però si può osservare che Penati - certamente in vantaggio iniziale su Podestà perché presidente uscente e perché partito in anticipo sui tempi elettorali - non gode affatto del trascinamento del Pd e che, poi, quando gioca la partita con la Lista del presidente non riesce neppure a superare l’un per cento. Ritorniamo però ancora dentro il sondaggio - realizzato, ricordiamo, lunedì 18 maggio con metodologia Cati su un campione rappresentativo dell’universo di riferimento per sesso, età, area geografica e condizione professionale -; il sondaggio per quanto riguarda gli altri candidati dà Enrico Marcora - Udc - 2 per cento; Massimo Gatti - Rc e Comunisti italiani - 1,8, Carla De Albertis - NorDestra - 0,5 e, ancora, Max Ferrari - Lombardia autonoma - 0,4, Elisabetta Fatuzzo - Pensionati - 0,5, Duilio Canu - Forza Nuova - 0,3. Chiudono Piero Maestri - Sinistra critica - 0,2, Dolfi Diwald - No box - 0,1, Amedeo Santoro - Lega Lombardo Veneta - 0,5 e Natale Azzareto - Partito comunista dei lavoratori - 0,7. Fin qui il sondaggio che conferma quello che già era nell’aria e che la sinistra sapeva: per Penati non c’è corsa, il distacco da Guido Podestà è una percentuale pesante come pietre e destinata a segnare le ultime due settimane di campagna elettorale, dopo anche la svolta impressa da Silvio Berlusconi.