Pdl e Pd insieme per ricordare Ramelli

Sergio era nato undici anni dopo la fine della guerra. Tifava Inter. Portava i capelli lunghi. Aveva una ragazza, Flavia. Frequentava il Molinari perché amava la chimica. Anzi, avrebbe voluto laurearsi in chimica. Il 13 marzo 1975, Sergio, venne aggredito sotto casa. Quarantasette giorni in coma. Il 29 aprile morì. Questa la storia di Sergio Ramelli, un ragazzo del Fronte della Gioventù, ucciso da un commando di Avanguardia operaia.
Da quel 29 aprile 1975, al Molinari, è stato impedito di ricordare Sergio. Oggi, Paola Frassinetti (Pdl) ed Emilia De Biasi (Pd) deporranno lì, in via Crescenzago 110, un mazzo di fiori alla sua memoria. Un gesto per onorare un giovane di destra degli anni Settanta, uno dei tanti colpiti con odio e senza un perché. E sempre oggi ma a Palazzo Isimbardi, ore 16.00, il Pdl commemora un’altra vittima dell’odio: il consigliere provinciale Enrico Pedenovi assassinato sotto casa, il 29 aprile 1976, da Prima linea, mentre andava all’anniversario di un altro morto ammazzato, Sergio Ramelli.
«Speriamo che Pedenovi e le centinaia di morti ammazzati come lui siano di monito per le nuove generazioni. Se così non fosse, le commemorazioni sarebbero solo retorica e perdita di tempo» chiosa Giovanni De Nicola (Pdl). Alla cerimonia interviene anche Guido Podestà, candidato Pdl alla presidenza della Provincia di Milano.