Il Pdl e la ricetta per combattere gli evasori

La manovra è stata rivista, aggiustata e ritoccata con l’accordo dei partiti della maggioranza. Vero. Ma il problema rimane quello di sempre e cioè che bisogna puntare alla crescita economica e produttiva dell’Italia. Bisogna trovare soluzioni che siano in grado di aumentare il Pil e che in buona sostanza diano una spinta in avanti a questo nostro Paese. Perché «da sola la manovra non ci salverà». All’indomani della nuova versione del decreto anti-crisi, i senatori del Pdl, Luigi Grillo e Giorgio Bornacin presentano due emendamenti pensati in quest’ottica e che potrebbero avere importanti ripercussioni economiche sulla Liguria.
Il primo riguarda la realizzazione delle infrastrutture pubbliche incentivando il coinvolgimento dei privati attraverso il sistema del project financing grazie ad una fiscalità agevolata.
«L’Italia non ha tante risorse pubbliche per finanziare le infrastrutture - spiega Grillo -. Immaginiamo quindi che molte possano essere costruite da privati. La Gronda di Levante ad esempio costa 3,4 miliardi di euro. La società che la vuole fare può metterne due, il resto dovrebbe essere coperto dallo Stato». Ma manco a dirlo, i soldi non ci sono. Quindi? Se lo Stato non ha risorse per integrare il finanziamento, anziché dare un contributo a fondo perduto che poi dovrebbe far rientrare con le imposte dirette e indirette una volta iniziata la gestione dell’infrastruttura, potrebbe riconoscere alla società che realizza l’opera un periodo di esenzione fiscale o sull’Iva.
I vantaggi? Il privato recupera il denaro attraverso la gestione dell’opera, per cominciare. Non solo, si potrebbe ridurre se non addirittura azzerare il contributo a fondo perduto dello Stato. E con le agevolazioni fiscali ridurre i costi del project financing senza alterare il bilancio dello Stato.
«Laddove un’opera pubblica parte con il 60% dei finanziamenti dai privati, il 40% dello Stato e lo Stato non ce li ha, il pubblico può partecipare lo stesso ma concede un’esenzione fiscale o sull’Iva - continua il senatore Grillo -. È un emendamento finalizzato a far ripartire le infrastrutture in Italia». Gronda di Levante per prima.
Secondo emendamento, questa volta contro gli evasori. Prima qualche numero per rendere l’idea del fenomeno. Nel 2010 su 24 milioni di dichiarazione dei redditi presentate, sono stati fatti accertamenti su 150mila.
«È chiaro che bisogna irrobustire il ruolo dello Stato». Come? Facendo in modo che Comuni e Guardia di Finanza comunichino tra loro, mettendo in rete le varie informazioni sui redditi e sul territorio. Il tutto attraverso la creazione di società consortili tra Province (quando non ci saranno più, saranno sostituite dai comuni capoluoghi), Comuni e associazioni di professionisti (avvocati e commercialisti) che aiutino la Guardia di Finanza negli accertamenti fiscali. «L’anno scorso abbiamo fatto un test in provincia di La Spezia - racconta Grillo - e abbiamo fatto emergere 400mila euro. Il 55% di ciò che viene recuperato tornerà ai Comuni. Se dovesse diventare legge, con questo meccanismo si potrebbero recuperare 3-4 miliardi di evasione».
La collaborazione tra municipalità e Guardia di Finanza a dire il vero era già prevista in una norma del 2005, ma dal 2008 è diventata obbligatoria. «Uno dei limiti principali sta nel fatto che l’80% dei Comuni hanno meno di 10mila abitanti e non hanno le strutture per fare queste. Ecco perché il nostro emendamento dice che si devono creare società consortili».
Manovra, emendamenti, modifiche e ritocchi. Poi lo sguardo va al panorama generale della politica italiana.
«La legislatura arriverà fino al 2013 - è certo il senatore Grillo -. E ci sarà tutto il tempo per fare anche le leggi costituzionali sull’abolizione delle Province e il dimezzamento dei parlamentari».