Pdl escluso Il «complotto» in sette mosse

nostro inviato a Savona

«Complotto». Prima è qualcosa che bolle nell’animo. Poi è una voce dal sen fuggita. Infine è una liberatoria conferma generale. Di complotto parlano i parlamentari liguri del Pdl, riuniti tutti insieme a Savona per raccontare ogni dettaglio sulla storia che ha portato all’esclusione della lista del «primo partito» d’Italia dalle prossime elezioni provinciali per colpa di un’irregolarità formale nella raccolta firme. In pratica, perché sul modulo, anziché scrivere a penna «Albenga», il consigliere comunale che ha autenticato le firme dei cittadini ha messo un timbro del «Comune di Albenga». E nella stessa Savona, dove in passato si sono svolte (e non sono mai state invalidate) elezioni con partiti le cui liste sono state sottoscritte addirittura dai morti, questo non può essere un problema superabile.
Tanto che al «complotto politico» che «condiziona il libero democratico esercizio delle elezioni amministrative» fa esplicito riferimento anche l’interrogazione rivolta al ministro dell’Interno Roberto Maroni sottoscritta da tutti i parlamentari liguri del Pdl. E che fa il paio (...)