Il Pdl escluso in Toscana: «Elezioni farsa disertiamo»

«Queste sono elezioni farsa, non andate a votare». Il sindaco uscente di Castiglion della Pescaia, Monica Faenzi, non molla. «Sull’esclusione del Pdl dalla competizione decisa dalla magistratura per un vizio formale - ragiona la deputata Pdl che per dieci anni ha governato una delle pochissime enclave «azzurre» nella rossa Toscana - incombono molte ombre». Sospetti e veleni si mescolano negli esposti presentati dal Pdl nei giorni scorsi alla Procura di Grosseto. Si parla della possibile complicità di un funzionario del Comune: «La lista - ha detto la Faenzi in una infuocata conferenza stampa - è stata presentata con un giorno d’anticipo rispetto alla scadenza dei termini, è stata presentata la nostra lista e portata in Prefettura con fascicolo aperto. Chi l’ha ricevuta ha detto ai delegati che avrebbe sistemato lui le carte e invece la busta (aperta) è stata mandata in Prefettura, anche se la commissione elettorale afferma che il fascicolo è arrivato sigillato».
Nell’esposto presentato in procura, con tanto di perizia grafologica, si adombrano pesantissimi sospetti di brogli sulla raccolta di firme delle uniche due liste ammesse alla competizione, entrambe di sinistra. A quanto si apprende, ci sarebbero alcune irregolarità nella compilazione dei moduli, con alcune persone che avrebbero firmato per entrambe le liste senza seguire peraltro la prassi, che prevede la presenza di un pubblico ufficiale al momento della compilazione. Ieri nella sede del Comune di Castiglione della Pescaia inquirenti e carabinieri hanno visionato e acquisito alcuni documenti legati agli esposti. Secondo alcune indiscrezioni sarebbe stata sentita anche Sandra Mainetti, vicesindaco di Castiglione e candidata alla carica di primo cittadino per la lista esclusa, tra i firmatari degli esposti.
Intanto, in attesa degli strascichi giudiziari sul verdetto elettorale, l’importante è disertare le urne: «Abbiamo chiesto a quel 52% di elettori di non andare a votare il 15 e 16 maggio prossimi, per ripristinare le condizioni minime di agibilità democratica e restituire ai castiglionesi il diritto di scegliere davvero da chi farsi amministrare. Poi - dice al Giornale la Faenzi - se la magistratura accertasse la veridicità di queste prove e ci desse ragione, potremmo impugnare la proclamazione degli eletti e tornare alle urne già a luglio». Per ora, l’ordine è quello di non votare.
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