Pdl, un esercito all’attacco degli sprechi

L’ennesimo fermo immagine sugli sprechi, che il discorso replica all'infinito, ma anche scopre nuovi scenari. In scena ieri al bar San Marco di Chiavari, dove il coordinamento cittadino, provinciale e regionale del Popolo della Libertà, muove dal convegno «I soldi dei cittadini: i veri sprechi» per infiammarsi nell'appello al voto. Moderatore arguto il nostro direttore Massimiliano Lussana con il lancio in anteprima sulla riconferma, nelle liste, dell'onorevole Gabriella Mondello, «il cui posto non è mai stato messo in discussione». Poi la genesi dell'incontro, «durante la presentazione a Genova del libro Sprecopoli di Mario Cervi e Nicola Porro e l'idea di riparlarne a Chiavari». Lussana aggancia l'ultimissimo spreco della giunta Burlando, snocciola il pregresso e tira le orecchie all'opposizione, «che quando non fa abbastanza l'opposizione, ben venga l'aiuto dei giornali».
Coglie al volo il coordinatore locale di Fi Gianluca Ratto, che cita sì le grandi inchieste del Giornale sugli sprechi, ma vira sull'urgenza del «tutti al voto, che il Pdl nasce nel 48, con De Gasperi ed Einaudi: oggi abbiamo l'occasione storica per far ripartire il Paese». E sulla «grande famiglia che si sta ricomponendo» insiste il coordinatore provinciale Giovanni Boitano, per sterzare poi sugli sprechi rappresentati da «province, sindacato, municipalizzate e sedi distaccate di Regioni nel mondo». Fino al guizzo di petto: «Siamo a rischio per il Senato, dobbiamo lavorare su ogni comune perché ciascun voto può fare la differenza».
Lussana consolida, che dei sondaggi meglio non fidarsi. Ma ad emozionare il fitto e eterogeneo pubblico è Gabriella Mondello, che si commuove schizzando il suo percorso, pensando a suo padre e a quel primo incontro con Berlusconi. Passione politica che scansa le «trappole di Grillo e dell'antipolitica» e zooma sugli sprechi denunciati da Porro e Cervi, come «i 250.000.000 di euro all'anno che l'Italia invia alla Cina. Un libro che va oltre la Casta perché diventa propositivo». Poi il flash su Veltroni «insidioso e falso. Ma non doveva pensare all'Africa?», sui figli di papà che popolano il Pd e l'orgoglio di appartenere al centrodestra. Un applauso lunghissimo a rilanciare la sfida.