Il Pdl fa fronte comune contro la moschea e chiede il referendum

Un «no» secco e unitario nei confronti della realizzazione della moschea al Lagaccio è stato pronunciato ieri da consiglieri comunali e municipali e membri dei comitati esecutivi del Pdl, riuniti insieme al presidente del Municipio Centro Est, Aldo Siri. Al termine dell’incontro i coordinatori di Forza Italia, An e Lista Biasotti (rispettivamente: Roberto Cassinelli, Gianfranco Gadolla e Gianni Barci) hanno concordato un documento in cui si fa riferimento a quanto previsto nella Carta dei Valori del Popolo della libertà ligure, «approvato all'unanimità dagli Stati Generali di Varazze nel dicembre scorso». In particolare: «L'accoglienza e l'integrazione delle persone immigrate deve coniugarsi con il rispetto della legge italiana, con l'ordine e la sicurezza del nostro territorio, con la libertà e il diritto dei cittadini di circolare serenamente per le strade, con la difesa delle nostre radici, dei principi morali e dei valori civili e religiosi». Gli esponenti del Pdl ribadiscono anche l’importanza del fatto che la Liguria «sostenga e promuova il dialogo interculturale, inteso come incontro tra culture diverse nel giusto equilibrio dei diritti e dei doveri e nel rispetto della legge e della sicurezza».
La premessa va a sfociare, quindi, nella questione-moschea: «Ci opporremo in maniera forte e risoluta e in ogni sede istituzionale e popolare, a questa iniziativa», in quanto fra l’altro mancano garanzie su fonti di finanziamento, gestione, costi a carico della collettività genovese, e sul fatto che «il tempio sia effettivamente edificio di culto, e non punto di aggregazione potenzialmente utilizzabile da formazioni che svolgono e professano attività contrarie ai principi di legalità». Il giudizio finale non lascia spazi a interpretazioni: «Il Pdl esprime la più assoluta contrarietà a questo progetto apparso al di fuori di ogni discussione e condivisione politica e popolare».