Il Pdl: un’infamia segno di follia Il vignettista: «Non volevo offendere»

RomaL’Unità, pagina 3. Papà Bobo informa: «Novantasei i membri del governo polacco spariti in un colpo!». La piccola Ilaria commenta: «La solita storia: a chi troppo e a chi niente». L’ultima vignetta di Staino non strappa sorrisi nella maggioranza. Anzi. Ed è bufera politica sul fumettista toscano. Bocche cucite nel Pd, ma forte indignazione nel Pdl per la «vergognosa offesa alle vittime della tragedia aerea», per dirla con le parole di Maurizio Gasparri, il primo a bollare come «segno di follia» la pubblicazione di «infamie simili».
Di certo, non si può parlare di una svista del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Lo testimonia un passaggio della rubrica «Filo rosso», autografata a pagina 2 dal direttore Concita De Gregorio: «Un sorriso anche nella tragedia: si può. Anzi si deve: trovare ovunque un sorriso, un respiro». Legittimo pensarla così. Ma all’indomani del disastro aereo in terra russa, dove ha perso la vita anche il presidente polacco Lech Kaczynski, il centrodestra denuncia invece in blocco il proprio «sconcerto». Prima e dopo la replica di Staino, che tenta di spiegare: «Non è nel mio stile fare vignette in cui si offendono vittime di tragedie, mi sembrava una cosa così enorme che tutti quanti viaggiassero su un aereo. È questo “troppo” che volevo sottolineare...». Forse, aggiunge, «viene un cattivo pensiero sulle parole di Ilaria, ma se si guarda bene la vignetta si vede che certo non sono allegri, ma tristi, sgomenti». Detto questo, «se poi qualcuna delle vittime si sente offesa mi dispiace, né volevo augurare la morte a Berlusconi».
Parole che non placano Gasparri: «La risposta peggiora il quadro, perché conferma il desolante cinismo di chi, corroso dal livore contro chiunque, offende i vivi e i morti. Non ha avuto nemmeno il pudore di chiedere scusa». Si associa Daniele Capezzone, portavoce del Pdl: «C’è da rimanere allibiti dinanzi a una simile caduta di gusto. Quando l’odio contro Berlusconi raggiunge questi livelli, non ci sono neppure parole adeguate per commentare». Le trova Fabrizio Cicchitto: «La vignetta è concepita secondo la tradizione della casa, cioè è ignobile. La cosa più incredibile è che spesso l’Unità s’impanca a dare anche lezioni di politicamente corretto».
Pollice verso anche da parte dell’Udc. «Di solito le vignette di Sergio Staino sono dirette, pungenti, spesso autocritiche e per nulla compiacenti verso la sinistra», premette Roberto Rao, però convinto che quella pubblicata ieri era «priva di senso dell’umorismo, “scivolando” su una pessima allusione che non ha niente a che vedere con la satira e con lo stile del vignettista. Credo che nessun lettore dell’Unità con un minimo di buon gusto abbia riso di fronte a quel macabro dialogo».