Pdl: "Intercettazioni più lunghe e multe ridotte" L'Anm attacca: "Gli emendamenti sono inutili"

Il governo stringe
i tempi sulle intercettazioni. Domani scadrà il termine
per la presentazione degli emendamenti. Ma le toghe frenano: "Riforma fortemente limitativa per le
investigazioni e il diritto di cronaca". E il Pd: "Il ddl va cambiato radicalmente". Idv sulle barricate

Roma - L’Associazione nazionale magistrati ribadisce il suo "giudizio negativo" sulla riforma delle intercettazioni che è "fortemente limitativa per lo strumento investigativo e del diritto di cronaca". E inisiste nella polemica contro la maggiornza. Per questo, afferma il presidente Luca Palamara, "non riteniamo che gli emendamenti possano migliorare la situazione". "Dobbiamo prendere atto del fatto che da circa due anni discutiamo di questo testo nel tentativo di apportare dei miglioramenti - osserva Palamra - ma di fronte a disposizioni di carattere globale insoddisfacenti, i miglioramenti rischiano di no sortire alcun effetto".

Pressing sulle intercettazioni Il premier Berlusconi ed il Pdl stringono i tempi sulle intercettazioni da un lato rassicurando il Quirinale, con il ministro Angelino Alfano, che saranno superate le "criticità" di cui ha parlato anche il Colle; dall’altro continuando nel lavoro di messa a punto del disegno di legge su alcuni punti duramente contestati dai finiani. Domani scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti e partirà la discussione generale in commissione alla Camera.Tra le modifiche che il Pdl dovrebbe proporre domani al ddl intercettazioni vi sarà la possibilità di intercettare per un tempo massimo di 90 giorni e non più di 75. Secondo le bozze che stanno circolando, si stabilisce inoltre che gli ascolti potranno essere prolungati di 15 giorni in 15 giorni.

Le preoccupazioni delle toghe L'opinione di Palamara pare essere condivisa anche tra i consilieri del Csm che, seppur in scadenza di consiliatura, non risparmieranno un’ulteriore critica "ufficiale" a questo testo. La VI commissione, infatti, lavorerà probabilemnte nei prossimi giorni a un nuovo parere sulla legge nella versione "emendata". "La questione - dice la presidente della commissione, Ezia Maccora - è in agenda". A quanto è possibile prevedere, quindi, un nuovo parere potrebbe essere presentato entro mercoledì pomeriggio, anche se Maccora non si sbilancia. "Dobbiamo vedere - è la sua risposta a domanda diretta - se ci sono i tempi e i modi".

Il Pd: "Il ddl va cambiato radicalmente" "Il ddl Alfano va cambiato radicalmente", sostiene la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti secondo la quale "il testo uscito dal Senato è profondamente sbagliato perché, come ribadito anche nel corso delle audizioni in commissione Giustizia, contiene un grave attacco alla sicurezza dei cittadini e alla libertà di stampa". "Se non verrà radicalmente modificato assisteremo ad un arretramento dello Stato nella lotta alla criminalità e alla corruzione. Una stampa imbavagliata fa comodo solo a chi usa la politica per coltivare i propri interessi illeciti e non quelli di tutti i cittadini - insiste Ferranti - auspichiamo che anche nella maggioranza vi sia un sussulto di moralità davanti a norme che umiliano i cittadini onesti e la credibilità internazionale del nostro paese".

L'Idv sulle barricate Domani l’Italia dei valori presenterà in commissione 150 emendamenti al disegno di legge sulle intercettazioni. Il leader Antonio Di Pietro spiega che lo scopo è quello di "rivoltarlo come un calzino e fare in modo che il provvedimento venga bloccato". "Noi lo abbiamo da sempre sostenuto: il ddl intercettazioni può essere solo ritirato". "Sono norme criminogene che rispondono al disegno eversivo della P2 - continua l'ex pm - quello di sottoporre la magistratura al controllo dell’esecutivo e di abolire la libertà d’informazione".