Pdl, l’assemblea diventa un giallo. "Forse la spostiamo a settembre"

Era prevista per venerdì e sabato negli spazi della fiera a Rho, oltre mille inviti agli iscritti. Mantovani: "Ne parlerò domani con il presidente, può slittare"

Il giallo dell’assemblea che non c’è. La stagione dei congressi del Popolo della libertà parte con un giallo. Non nel modo migliore, perché una fuga di notizie mette a soqquadro i vertici del partito alle prese con una tormentata riorganizzazione di quadri e militanti dopo la sconfitta elettorale. Il sasso in uno stagno fin troppo increspato nel centrodestra lo getta la notizia che il prossimo fine settimana alla nuova Fiera di Rho-Pero, si terrà l’assemblea regionale. Per chiamare a raccolta gli eletti e cominciare a ragionare di primarie ed elezioni di dirigenti diventate in queste ore una vera battaglia di democratizzazione del partito condotta dal governatore Roberto Formigoni in tandem con l’ex coordinatore regionale e oggi presidente della Provincia Guido Podestà.
Non solo un bisbiglio, perché a confermare il tutto ci sono una lettera inviata e un programma già pronto con tanto di apertura venerdì alle 17 «con una sessione di lavoro dedicata agli amministratori comunali, poi provinciali e, a conclusione, regionali». Seguiranno dibattito e cena. Ancor più ricco il menù di sabato con gli interventi dei ministri a spiegare la posizione del governo e le conclusioni prima del coordinatore regionale Mario Mantovani e poi del neo segretario unico del Pdl Angelino Alfano. Che non ha fatto mistero della volontà di rinnovare il partito a cominciare dai criteri di scelta della classe dirigente locale. Perché il segretario, ci sarebbe scritto nella lettera di invito già approntata dal coordinamento milanese, «ha accettato di partire proprio dalla Lombardia per lanciare il processo di rinnovamento territoriale del nostro movimento».
Non prevista, ma considerata possibile addirittura la presenza del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Anche perché il titolo dell’incontro suona «Lombardia protagonista nel rilancio del popolo della libertà con Silvio Berlusconi».
Suona o, meglio, suonava perché il coordinatore Mantovani raggiunto al telefono spiega che di deciso non c’è nulla. «Chi l’ha detto? Un’assemblea regionale? No, stiamo valutando». La notizia è già stata battuta dalle agenzie di stampa. «Stiamo considerando la possibilità di rinviarla a settembre». I malumori all’interno del partito? «Il periodo non è dei migliori. C’è tanta gente in vacanza, in tanti mi chiedono di spostarla. Ne ho già parlato con Angelino (Alfano, ndr), ne parlerò con il presidente (Berlusconi, ndr)».
Di «stati generali» della Lombardia per discutere della condizione del partito e delle strategie future a cui sarebbero stati invitati almeno un migliaio di eletti parla anche un vice coordinatore regionale. Che conferma la presenza del segretario Alfano per sabato. Un secondo passo, spiega, dopo che i coordinatori provinciali Romano La Russa e Alessandro Colucci hanno già convocato la loro assemblea. Raccogliendo un gran successo di partecipazione ed entusiasmo per una nuova stagione che militanti ed elettori chiedono e che i quadri già annunciano. Con elezioni a partire dal coordinatore regionale. Appuntamento confermato anche da Formigoni: «Un passaggio molto importante per il processo di democratizzazione del partito. Dimostrato anche dalla prima uscita di Alfano proprio in Lombardia che ancora una volta batterà il tempo per tutto il Paese». Le scadenze? «A settembre si parte, a ottobre e novembre elezione dei segretari cittadini, provinciali e regionale. Di questo discuteremo venerdì e sabato». Ma sul tavolo ci sono ferite ancora aperte come la scelta del ciellino Carlo Masseroli capogruppo in consiglio comunale a scapito del «liberal» Giulio Gallera. Ma anche temi scottanti come il possibile commissariamento o il nuovo coordinatore provinciale di Monza dove Fabrizio Sala potrebbe sostituire Elena Centemero. Ma anche il rimpasto di giunta in Provincia e le poltrone traballanti di Silvia Garnero e Luca Squeri, insidiate dall’ex assessore comunale Giovanni Terzi e dal consigliere di zona Marzio Nava. E poi lo scontro tra Mantovani e Podestà che Ignazio La Russa e Formigoni chiedono di ricomporre.