Il Pdl lancia il federalismo provinciale per salvare il Tigullio

Voglia di «federalismo», quasi di secessione vista la forza degli interventi, quella del Tigullio. Ieri il Pdl ha chiamato a raccolta il levante ligure per fare il punto su come la «provincia» viene trattata da «Genova matrigna». Un convegno molto seguito - oltre 300 persone in sala - quello di ieri che è stato aperto dall’intervento del coordinatore regionale Michele Scandroglio. L’onorevole ha sottolineato come, nel quadro politico nazionale, il Pdl nel levante abbia mostrato una grande compattezza. E soprattutto, dando il fuoco alle polveri, Scandroglio ha «chiamato» gli otto consiglieri regionali eletti nel levante (era presente il capogruppo Matteo Rosso) tra tutti gli schieramenti a un lavoro di lobby trasversale per dare più forza al territorio troppe volte dimenticato.
Roberto Bagnasco ha subito colto l’occasione per ricordare come nella sanità il levante sia discriminato dalla Regione con il taglio dell’ospedale di Recco e una quota capitaria di spesa del 30 per cento inferiore rispetto a Genova. Franco Rocca ha posto l’accento sul tema dell’ambiente, con lo smaltimento dei rifiuti che, essendo smaltiti a Scarpino, costa ai comuni del levante il 50-60 per cento in più rispetto ai costi per la città. Anche l’acqua del Tigullio, gestita dalla genovese Iren, viene rivenduta a costi più alti. Prima della chiusura del senatore Luigi Grillo che ha toccato temi di politica nazionale e internazionale, Gino Garibaldi ha fatto luce sui problemi del lavoro, con i problemi Fincantieri e Lames su tutti, ricordando che il levante non può vivere solo di turismo.