Il Pdl lancia le «zone franche» per far rivivere i siti contaminati

L’obiettivo è quello di istituire delle zone franche produttive nei siti contaminati di interesse nazionale, aiutando i Comuni impegnati nelle bonifica delle aree. Un modo per «ripagare» alcune aree della provincia spezzina che negli anni hanno subito dei danni, come la zona della discarica Pitelli. È il Pdl che si fa portavoce di una proposta di legge nazionale presentata ieri dall’onorevole Michele Scadroglio, primo firmatario del documento, dal vicepresidente del consiglio regionale, Luigi Morgillo insieme al coordinatore provinciale Giacomo Giampedrone e dai capigruppo del Pdl in Provincia e Comune.
Le aree, istituite dal Ministero degli Interni in collaborazione con i Ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture, godranno di agevolazioni fiscali e bancarie e di contributi: in particolare crediti di imposta da reinvestire in loco per il 20 per cento del reddito di impresa. Saranno inoltre concessi contributi straordinari per le spese di avviamento, fino ad un massimo di un milione di euro, per ogni nuovo insediamento produttivo che sorge in zona franca. Prevista la riduzione del 50 per cento delle imposte sul reddito dei lavoratori dipendenti che svolgono attività nell’ambito della zona franca per 24 mesi. Le aree rimangono tali fino al 2040 o fino alla fine della bonifica completa.
«In assenza di risorse e in attesa delle opere di bonifica - ha detto il vicepresidente Morgillo - si ritiene necessario prevedere contropartite per il sostegno di imprese già operanti o per l’avvio di nuove attività che promuovano lo sviluppo negato o frenato dai siti contaminati».