"Pdl-Lega a un passo dal 50% Palmeri? Potrebbe tornare"

Il ministro: "Obiettivo vincere al primo turno, anche senza altri
partiti". Porte aperte per il presidente del Consiglio comunale, che però
rifiuta

Non è solo un impegno, ma «un obiettivo possibile». Vincere al primo turno. Pdl e Lega da soli riferisce il ministro Ignazio La Russa sono «già lì lì, appena sotto il 50 per cento, e abbiamo tolto i partiti minori che hanno corso con noi l’altra volta dall’Udc ai Pensionati alla lista ambientalista». Cita un sondaggio esaminato durante un vertice con il sindaco e gli altri coordinatori del Pdl, Guido Podestà, Maurizio Lupi e Luigi Casero. I due partiti di maggioranza insieme prosegue La Russa registrano una «forte crescita», senza calcolare quindi eventuali «apporti esterni», di centristi e finiani. Verso Fli il ministro mostra però un atteggiamento ben più morbido rispetto ai giorni scorsi. «Non c’è nessuna preclusione - puntualizza - ma neanche un rapporto da partiti perchè il gruppo non c’è e il partito al momento non è alleato. Vedremo cosa succederà a livello nazionale». Per ora a Milano «non c’è un problema, ci sono due consiglieri eletti nel Pdl», Barbara Ciabò e il presidente dell’aula Manfredi Palmeri, «che quindi hanno un problema loro di coscienza e penso che in questo periodo lo assolveranno nel migliore dei modi». Leggi: nelle votazioni in consiglio sul Bilancio 2011 e poi sul Pgt. Anzi, dopo la richiesta di dimissioni a Palmeri sollevata nei giorni scorsi, il ministro sottolinea che «personalmente l’ho sempre stimato e l’attuale fase politica ci deve far interrogare sulle ragioni per le quali se ne sia andato. L’assessore Landi (ex finiano) è rientrato: perchè escludere che anche Palmeri torni?». Pronostico o corteggiamento? Anche Podestà la considera «un’ipotesi percorribile» mentre sull’alleanza con Fli prende tempo, «vediamo l’evoluzione nei prossimi mesi e poi capiremo se è possibile». Palmeri smentisce ripensamenti, «se altri non lo escludono, sono io a farlo con decisione. Non voglio tornare indietro, non potrei verso me stesso e non devo verso gli altri. Non potrei mai stare in questo Pdl» dove «è mancata la fase di esame interno, forse perchè mortificata dalla linea del coordinatore regionale che invitava sempre a minimizzare i problemi che invece c’erano e ci sono più di prima».
Per blindare la vittoria al primo turno il Pdl dà il via libera al sindaco alle liste civiche di sostegno, «purchè non siano doppioni del Pdl, e il loro target non sia quello di un “Pdl 2“». La Moratti lavora a tre liste, una formata da giovani, la seconda di stampo ambientalista: nei giorni scorsi avrebbe preso contatti anche con il capogruppo dei Verdi Enrico Fedreghini, tra i promotori dei referendum per l’ambiente (anche se alcuni pidiellini ironizzano, queste operazioni «servono solo a disinnescare le polemiche»). Sotto esame quella che sarà espressione della società civile: da valutare se potranno entrarci assessori in carica.
La consigliera di Fli Barbara Ciabò intanto ieri ha lavorato con Palmeri sugli emendamenti al bilancio e anticipa un percorso a ostacoli sul Pgt: ieri in commissione ha sostenuto che «tutte le osservazioni al Piano presentate dai cittadini devono essere valutate in aula senza stralci o accorpamenti, o ci esporremo a ricorsi». Sul bilancio assicura che «se il sindaco mi invitarà al tavolo delle trattative, parteciperò per il bene della città». Ramoscello d’ulivo invece dal consigliere Pdl Fabrizio De Pasquale, «è troppo importante centrare l’obiettivo della stabilità, prima delle elezioni con il Pgt e poi con la vittoria subito sopra il 51%. Siamo andati d’accordo per 4 anni e si può fare lo stesso in futuro con i consiglieri oggi in Fli». Continuano invece i mal di pancia in aula: ancora assente il capogruppo Pdl Giulio Gallera in protesta per l’esclusione dal giro delle nomine. Il sindaco gli ha garantito il giusto riconoscimento, si vociferava ieri di un posto pronto in Ecodeco, società collegata ad Amsa. Ma il banco vuoto dice che la questione non è risolta.